Un’irruzione notturna, danni ingenti e un messaggio che rischia di pesare sul clima politico delle prossime settimane. Nella notte lo storico Circolo Meazza di Milano è stato vandalizzato poche ore prima di un incontro pubblico che avrebbe dovuto ospitare un evento del Comitato Sì Riforma a sostegno del Sì al referendum costituzionale.
A denunciare l’accaduto è stato lo stesso presidente del circolo, che in un video diffuso in queste ore ha mostrato le condizioni della sede dopo il passaggio dei vandali. Le immagini raccontano una scena di devastazione: ingressi forzati, vetri rotti e strutture danneggiate, con gli spazi interni completamente messi a soqquadro.
Secondo quanto riferito dai responsabili della struttura, gli autori dell’incursione avrebbero svuotato il bar e il magazzino, portando via attrezzature e materiali. È stato inoltre sottratto il fondo cassa e, fatto particolarmente grave per la gestione dell’associazione, è stato rubato anche il computer contenente tutta la contabilità del circolo.
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Il raid arriva alla vigilia di un appuntamento già programmato: proprio questa sera la sede avrebbe dovuto ospitare un incontro pubblico del Comitato Sì Riforma, una delle iniziative legate alla campagna referendaria in corso in vista del voto del 22 e 23 marzo sulla riforma costituzionale.
Il Circolo Meazza, tuttavia, non è una realtà politica. I suoi responsabili ricordano che si tratta di un’associazione apartitica e apolitica, impegnata da anni nel lavoro sociale sul territorio milanese. Nel tempo il circolo è diventato un punto di riferimento per molte attività di volontariato, rivolte in particolare ad anziani, famiglie, bambini e giovani.
Proprio per questo, sottolineano i promotori dell’iniziativa, l’episodio colpisce una realtà che vive grazie all’impegno dei volontari. Il circolo, tra l’altro, è stato insignito dell’Ambrogino d’Oro, la massima benemerenza civica assegnata dal Comune di Milano.
In queste ore stanno arrivando numerosi messaggi di solidarietà ai volontari e ai responsabili della struttura. L’episodio viene definito da più parti un gesto vile e inaccettabile, che oltre ai danni materiali appare come un attacco alla libertà di organizzare incontri pubblici e momenti di confronto.
Le forze dell’ordine sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto e individuare i responsabili del raid.
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