
Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha commentato con toni molto critici le indagini riguardanti la morte Ramy avvenuta lo scorso novembre durante un inseguimento. Cruciani ha riportato che, secondo il pubblico ministero, il vice brigadiere avrebbe mantenuto una distanza troppo ridotta con la sua auto, inferiore a un metro e mezzo, rendendo la collisione inevitabile. “Ora io dico una cosa, porca tro**, ma come devono andare in giro le gazzelle dei carabinieri? Col metro? Col distanziatore? Come si fa, porca putt***, a mettere sullo stesso piano chi insegue, cioè la legge, e chi scappa?”, ha esclamato Cruciani, esprimendo la sua solidarietà ai carabinieri. Il conduttore ha poi proseguito con toni accesi: “Mi viene da impazzire per questa cosa. Parenzo continua a dire lo stato di diritto. Dovreste vergognarvi ogni giorno. È pazzesco“.
Cruciani ha poi raccontato un episodio avvenuto in una città italiana, senza rivelarne il nome, dove un uomo di 46 anni ha acceso fuochi d’artificio durante una comunione, causando un incendio che ha bruciato 250 alberi e 10.000 piante. “In quale città? Bolzano? No. A Bologna? No. A Pescara? No”, ha lasciato in sospeso Cruciani.
Infine, ha affrontato il tema delle violenze sugli uomini, menzionando un caso di un imprenditore picchiato per anni dalla moglie gelosa. “Mi spegneva le cicche sulla pelle, venivo picchiato ogni volta che provavo a uscire da casa”, ha raccontato Cruciani, criticando quello che ha definito il “negazionismo” di alcuni riguardo alla violenza sugli uomini.
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