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Ranucci, che ridere. Ma davvero s’è scritto la recensione da solo?

La Lucarelli produce uno screenshot che pare inequivocabile. Cosa c'è dietro l'attacco all'ormai defenestrato Sigfrido?

Sigfrido Ranucci recensione libro
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A tenere bordone a Sigfrido Ranucci erano in tanti, fedeli alla doppia morale delle balle esibite e delle sincerità custodite: sapevano e fingevano quei colleghi spocchiosi, quei politici avventati, quell’ANM grottesca che gli rivolgeva una standing ovation interminabile, aperta da una giudice che al suo apparire si scioglieva. Magari è vero quello che scriveva Ranucci nella sua autobiografia celebrativa, che le donne, stagiste o “fonti” che fossero, gli cascavano ai piedi solo a guardarle.

Libro che, tanto per non smentirsi, su Amazon si recensiva da solo, con falso nome almeno a sentire la Selvaggia Lucarelli, un’altra che sembra dire una cosa ma ha in mente il contrario, una dalle mille code e dalle mille finte. “Non l’ho mai detto ma sento il dovere di essere leale”. Ed l’esatto contrario, sono anguille bravissime a sgusciare per i meandri del potere, attività che si preferisce pietosamente chiamare pubbliche relazioni. Questa Lucarelli adesso dice che “Ranucci non è Dio” e non maschera il suo disprezzo mentre il suo direttore Travaglio si ostina nella difesa a oltranza, da ultimo giapponese. E uno pensa, la furba sta mollando per prima la flotilla che affonda, questa tra un mese o due torna a Libero, tra quei “giornalisti di destra che non contano niente”.

Invece no, è il solito balletto italiano, Travaglio si prepara a scaricare l’amico dell’amico, fattosi ingombrante, e lascia a una collaboratrice specializzata nell’intrattenimento morboso il compito di aprire la strada; mentre l’apprendista vignettista fa un disegnino dove riduce l’ex collega prodigio alle dimensioni di una losanga, di un aborto, e lo percula per l’incauta uscita in cui si paragona a Falcone e Borsellino. Incredibile! Perfino l’ANM prende le distanze, ma da chi se non da se medesima? Domani di tante groupie, di tanti apostoli non se ne troverà uno disposto a ricordare, tutti come Giuda o come Pietro nel Getsemani.

Max del Papa, 14 agosto 2026

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