Referendum, arriverà il quorum? L’affluenza alle 23 (e cosa significa)

Ecco i dati comunicati dal Viminale. Meloni al seggio senza votare. Domani urne aperte fino alle 15

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clip landini schlein

Oggi, domenica 8 giugno, e domani, lunedì 9 giugno, gli italiani sono chiamati a esprimersi su cinque quesiti referendari, quattro dei quali riguardano il lavoro e uno la cittadinanza. I quesiti spaziano dal contratto a tutele crescenti ai licenziamenti nelle piccole imprese, passando per contratti a termine, sicurezza sul lavoro e la possibilità di ridurre i tempi per richiedere la cittadinanza italiana. Come noto, tutto si gioca sull’affluenza: per passare, i referendum devono raggiungere il quorum. Al voto deve cioè presentarsi almeno il 50%+1 degli aventi diritto. Soglia complicata da raggiungere, soprattutto dopo che i partiti di centrodestra hanno invitato all’astensione. Alle 23, secondo i dati del Viminale, si è recato alle urne circa il 22,70% degli elettori. I seggi restano aperti fino a domani alle 15.

Ma come sta andando? Difficile dirlo perché ogni voto è diverso. Ma nel 2011 i referendum sull’acqua pubblica si svolgevano su due giorni (come oggi) e si raggiunse il quorum. Quindi è possibile fare un confronto: in quel caso il dato di affluenza alle 23 del primo giorno era stato del 41%. Dunque sensibilmente più alto di adesso.

Secondo l’Ansa, inoltre, l’affluenza odierna è “in linea con l’ultima tornata referendaria – quella del 2009 sulla legge elettorale – in cui si votò su due giorni come quest’anno e in cui tuttavia non fu raggiunto il quorum”.

Dati sull’affluenza alle ore 19

Alle 19, l’affluenza a livello nazionale è stata del 16,16%, come comunicato dal Ministero dell’Interno. Le regioni che avevano registrato i valori più alti sono la Toscana (22,1%) e l’Emilia-Romagna (oltre il 21%). Al contrario, la Calabria e la Sicilia mostravano tassi più bassi, con una percentuale rispettivamente del 10,1% e del 10,62%. A livello locale spiccava Torino, dove l’affluenza ha superato il 23%, mentre nel Verbano-Cusio-Ossola è stata solo al 15,6%.

Il dato si conferma alle 23, con la Toscana e l’Emilia Romagna che superano il 27%.

Temi al centro del referendum

Ogni quesito referendario è identificato da una scheda di colore diverso. La scheda verde si occupa del reintegro in caso di licenziamento illegittimo; la scheda arancione riguarda la possibilità di eliminare il limite massimo per le indennità nelle piccole imprese. La scheda grigia punta a ripristinare l’obbligo di indicare una causale nei contratti a termine brevi, modificando le norme introdotte con il Jobs Act e successivamente aggiornate. Sulla scheda rossa si discute il tema della sicurezza sul lavoro, con proposte di maggiore responsabilità per le imprese nei contratti di appalto. Infine, la scheda gialla propone di dimezzare da dieci a cinque anni il periodo necessario per richiedere la cittadinanza italiana per i cittadini stranieri.

Ballottaggi chiave e sfide locali

Oltre al referendum, 13 comuni tornano al voto per i ballottaggi delle elezioni amministrative. Tra le sfide principali, quelle di Matera e Taranto. A Matera, Roberto Cifarelli del centrosinistra (43,5% al primo turno) sfida Antonio Nicoletti del centrodestra (37%). A Taranto, invece, Pietro Bitetti (37,4%) affronta Francesco Tacente, appoggiato dalla Lega (26,1%). Anche in Sardegna si vota per il primo turno delle amministrative, con Nuoro come città di maggior interesse. Gli elettori in queste città potranno votare negli stessi orari previsti per il referendum.

Dichiarazioni e segnalazioni dal mondo politico

Il dibattito politico è stato animato da inviti agli elettori e polemiche. La premier Giorgia Meloni si è recata al seggio senza ritirare le schede. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha affermato: “Non andrò a votare, è un diritto costituzionale.” Intanto, leader come Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno invitato a considera i referendum come fondamentale strumento costituzionale.

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