Politica

Cin cinico

Renzi ridotto a fare il grillino con Meloni

Italia Viva trasforma un volo di linea in un caso di Stato. Ma chi semina sospetti raccoglie figuracce

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

La politica italiana si è ritrovata, ancora una volta, a discutere non di temi  dirimenti per il Paese ma di un presunto caso che caso non è: il fine settimana trascorso da Giorgia Meloni insieme alla figlia Ginevra, in occasione del compleanno di quest’ultima, è diventato bersaglio di torbide insinuazioni da parte di Italia Viva. Secondo il partito di Matteo Renzi, la premier avrebbe sottratto tempo agli impegni istituzionali per concedersi una vacanza oltreoceano, con il sospetto (rivelatosi infondato) di un utilizzo improprio di mezzi di Stato. Palazzo Chigi ha chiarito rapidamente: il viaggio è stato privato, realizzato con voli di linea e senza alcun ricorso a risorse pubbliche. E la stessa presidente del Consiglio, con un post diretto e netto, ha denunciato la strumentalizzazione dell’episodio, annunciando querela contro chi diffonde notizie false.

Parole che suonano come una difesa non solo della sfera personale, ma anche del ruolo istituzionale: non è accettabile che ogni gesto della vita privata della Premier venga trasformato in materia di scontro politico. Italia Viva ha scelto di cavalcare la polemica, presentando un’interrogazione parlamentare che più che una richiesta di trasparenza sembra il goffo tentativo di guadagnare qualche commento indignato. La linea adottata dai renziani è quella del sospetto, del “si dice”, del “forse”, un copione che in passato era prerogativa di forze politiche che Renzi stesso ha sempre accusato di populismo e demagogia e che ha subito sulla sua pelle. È difficile non leggere in questa mossa un arretramento: dal riformismo di cui Italia Viva si proclama custode a un atteggiamento che ricorda le vecchie campagne di delegittimazione a colpi di illazioni spicciole.

La situazione della vicenda è chiara. Meloni ha scelto di dedicare due giorni alla figlia, senza sottrarre nulla al suo lavoro. Chi segue l’agenda del governo conosce bene l’intensità degli impegni che quotidianamente il Presidente del Consiglio affronta: vertici internazionali, emergenze economiche, tentativi di mediazioni geopolitiche. Parlare di “vacanze” appare dunque quantomeno ingeneroso. E soprattutto rivela un triste precedente: se persino un momento privato viene trattato come scandalo, significa che lo spazio del confronto serio e la politica dei contenuti sono stati irrimediabilmente compromessi in favore della polemica facile.

Leggi anche:

Non è un caso che la presidente del Consiglio abbia scelto di reagire non con indifferenza ma con fermezza, paventando di portare la questione sul piano legale. È un modo per alzare l’asticella e dire che la politica può e deve misurarsi sui fatti, non sui pettegolezzi. Il diritto di un’opposizione a interrogare il governo è sacrosanto, ma farne un uso strumentale, alimentando insinuazioni malsane, significa piegare uno strumento democratico alla pura propaganda. Questa vicenda, più che mettere in difficoltà Giorgia Meloni, ha finito per rivelare un nervosismo crescente nell’opposizione. Italia Viva ha scelto la scorciatoia del populismo spicciolo, mentre la premier ha rivendicato il diritto di essere non solo capo del governo ma anche madre. Una differenza sostanziale: da una parte la prevaricazione e il chiacchiericcio, dall’altra la serietà di chi non si nasconde dietro le voci ma risponde con chiarezza e responsabilità.

Alessandro Bonelli, 9 settembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 17/04/2026

La sfida del campo largo

Vignetta del 17/04/2026