
L’8 dicembre 2024, durante una puntata di Report, è stato trasmesso un audio privato tra l’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e sua moglie, Federica Corsini. Tale registrazione riguardava una vicenda personale che aveva portato alle dimissioni del ministro nel settembre dello stesso anno. Il Garante della Privacy ha rilevato che la trasmissione dell’audio violava il GDPR, il Codice della Privacy italiano e le regole deontologiche giornalistiche.
Per questo motivo, il 23 ottobre 2025, il Garante ha deciso di sanzionare la Rai con una multa di 150mila euro, giudicando illegittima la diffusione della registrazione. È stato precisato che la responsabilità dell’atto ricade unicamente sulla trasmissione Report, condotta da Sigfrido Ranucci, mentre altri reclami presentati contro altre testate, per episodi simili, sono stati respinti.
Le critiche di Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci, noto giornalista e conduttore di Report, ha definito la multa come un atto politico. Durante una conferenza stampa a Strasburgo, organizzata dal deputato Sandro Ruotolo, ha dichiarato: “Qualcuno sta armando il Garante della Privacy per punire Report e dare un segnale esemplare a altre trasmissioni”. Ranucci ha anche sollecitato il Garante europeo per la Privacy a verificare le modalità operative del Garante italiano, accusandolo di agire come un’emanazione del governo.
Le affermazioni di Ranucci hanno suscitato una reazione immediata da parte del Garante, che le ha definite “gravissime e infondate”, ribadendo l’indipendenza e la trasparenza delle proprie decisioni. Il Garante ha anche anticipato che adotterà le misure necessarie per tutelare la propria immagine istituzionale.
Il ruolo di Agostino Ghiglia
Nel mezzo della polemica è emersa l’immagine di Agostino Ghiglia, ex deputato di Fratelli d’Italia e attuale membro del collegio del Garante per la Privacy. Poche ore prima della decisione sulla multa, Ghiglia è stato visto entrare nella sede nazionale del partito guidato da Giorgia Meloni. Nello stesso momento era presente Arianna Meloni, sorella della premier. Questo episodio ha alimentato sospetti e accuse di interferenze politiche, sollevando critiche da parte di esponenti del Partito Democratico e di altri commentatori. Lamentele però smontate categoricamente dallo stesso Ghiglia, che in una intervista al Corriere oggi ha spiegato come sono andate le cose. “Mi mi sono recato in via della Scrofa, ma per incontrare il Direttore del “Il Secolo d’Italia”, Italo Bocchino, in merito a una presentazione a Torino e a Roma dei nostri due nuovi libri”, ha spiegato. “Ho incrociato Arianna Meloni, ci siamo salutati e scambiati due convenevoli perché era molto impegnata”.
A chi sostiene che il fatto di essere un ex parlamentare FdI renda il Garante “una emanazione del governo”, bisognerebbe ricordare che “anche l’ex presidente Antonello Soro, già capogruppo alla Camera del Pd in una delle mie legislature, fu poi eletto dal Parlamento quale membro e successivamente Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, esercitando il ruolo con grande intelligenza, capacità e imparzialità”. Come mai, allora, Ranucci non si lamentò di questa compenetrazione tra Garante e politica?
Le dichiarazioni di Federica Corsini
Federica Corsini, moglie di Gennaro Sangiuliano e giornalista Rai, ha definito illegittima la trasmissione dell’audio, considerandola una violazione della sua privacy. In una nota, Corsini ha dichiarato: “La Procura ha chiarito la natura illecita del materiale diffuso e la consapevolezza di chi lo ha trasmesso”. La giornalista ha anche riferito di aver diffidato Report dall’utilizzare l’audio già nel dicembre 2024. Corsini ha criticato l’ipotesi di pressioni esterne sul Garante, definendola infondata, e ha sottolineato che la decisione dell’Autorità si basa su fatti oggettivi. La moglie dell’ex ministro ha dunque confermato la sua intenzione di proseguire la battaglia legale per difendere la propria dignità.
Franco Lodige, 27 ottobre 2025
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