
Le opposizioni in parlamento stanno chiedendo a gran voce l’azzeramento dell’intero consiglio del Garante per la Privacy. La richiesta arriva in seguito alle rivelazioni del programma televisivo Report, che ha messo in luce presunti conflitti di interesse e il legame tra il consiglio e la politica. A scatenare la polemica è stato un particolare episodio: pochi giorni prima di una multa da 150mila euro emessa dal Garante contro Report, uno dei membri del consiglio, Agostino Ghiglia, ha visitato la sede di Fratelli d’Italia in via della Scrofa (per parlare però col direttore del Secolo d’Italia per la presentazione di un libro).
Elly Schlein: “Serve un segnale di discontinuità”
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha definito la situazione “grave e desolante”. Schlein ha dichiarato che l’unico modo per ripristinare la fiducia dei cittadini è un cambio radicale: “Sta emergendo un quadro grave sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio”. Secondo Schlein, il sistema attuale sarebbe caratterizzato da opacità e una forte influenza politica.
Meloni respinge le accuse
La premier Giorgia Meloni ha risposto affermando che non compete al governo l’eventuale azzeramento dell’Autorità: “L’autoritá è eletta dal Parlamento. È una decisione che spetta al collegio”. Ha inoltre ricordato che l’attuale consiglio è stato nominato durante il governo guidato da PD e Movimento 5 Stelle. “Dire che questo garante sia pressato dal governo di centrodestra mi sembra ridicolo”, ha commentato Meloni, aggiungendo che se gli attuali membri del consiglio non sono più considerati affidabili dagli stessi partiti che li hanno scelti, questi dovrebbero guardare alle proprie responsabilità.
Il Movimento 5 Stelle, tramite i suoi rappresentanti nella commissione di Vigilanza Rai, ha dichiarato che ormai non ci sono più giustificazioni per mantenere l’attuale consiglio. “Dopo l’ennesima ondata di rivelazioni di Report, il Garante della Privacy va azzerato subito. Non può continuare a essere un covo di conflitti d’interesse, favoritismi e legami politici”, hanno detto. Anche Peppe De Cristofaro, capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, si è espresso in modo simile, affermando che il consiglio avrebbe “smarrito la sua funzione” e agirebbe sotto pressioni politiche, dimenticando il proprio ruolo di tutela dei cittadini.
Il ruolo di Agostino Ghiglia
Agostino Ghiglia, ex esponente di Alleanza Nazionale e oggi membro del Garante in quota Fratelli d’Italia, è uno dei nomi più citati in questa tempesta in un bicchiere d’acqua. Le rivelazioni di Report si concentrano sui suoi presunti legami con esponenti del partito e su un incontro avvenuto con Arianna Meloni, sorella della premier, poco prima dell’emissione della multa contro lo stesso programma. Incontro che lui nega esserci stato. Le opposizioni accusano Ghiglia di rendere l’istituzione vulnerabile alla politica. Al riguardo, Meloni ha ribadito che il sistema attuale è stato deciso dal governo precedente e si è detta disponibile a discutere eventuali modifiche alle normative in futuro.
In mezzo a queste polemiche, Guido Scorza, membro del Garante nominato in quota Movimento 5 Stelle, ha fatto sapere di aver preso in considerazione l’idea di dimettersi, anche se al momento resta intenzionato a completare il mandato. Nel frattempo, il futuro dell’Autorità resta appeso a un filo, mentre diverse fazioni politiche continuano a sollevare domande su trasparenza, indipendenza e governance dell’Istituzione.
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