
Dalle 18:30 di oggi riapre i battenti l’appuntamento radiofonico condotto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo. Il programma, sempre più seguito anche dai giovani, riesce a preservare da anni con caparbietà e irriverenza il segreto del suo successo: la libertà di pensiero e di espressione.
Perché chiunque, attraverso la trasmissione di Radio24, trova un microfono per poter esprimere qualsiasi sfaccettatura del proprio io non dovendo temere alcuna censura, ma assumendosi pienamente le responsabilità di quanto afferma. Un momento giornaliero di sguaiata follia che tante persone ordinarie si concedono, in barba al politicamente corretto e alle narrazioni del mainstream di oggi che impongono correttezza stilistica e moderazione concettuale, illudendosi scioccamente che mettendo al bando alcune parole o alcune pensieri, questi possano essere totalmente neutralizzati.
La Zanzara titilla il nostro fondo del barile: tutti abbiamo dentro un piccolo Mauro da Mantova, una minuscola Anna da Roma o un Tony da Milano… Insomma un impercettibile granello di pazzia nel nostro io che per convenzione sociale e per quieto vivere assopiamo costantemente. Abbiamo tutti, nel nostro ordinario, la voglia di urlare.
La Zanzara sazia questa sete sconveniente ma innegabilmente presente. Per questo è sempre più ascoltata. Perché fa sì che l’italiano medio possa storcere il naso davanti alla vergogna di certe affermazioni e per condannare le peggiori proiezioni, le peggiori sfaccettature che in realtà vivono anche dentro di sé.
Chiaramente la trasmissione non ha bandiere, e questa è la sua più grande fortuna. Il rapporto polarizzante e antitetico tra Giuseppe Cruciani e David Parenzo, i direttori della “baracca”, fa sì che chiunque possa sentirsi rappresentato nei suoi pensieri più reconditi. Non c’è destra, non c’è sinistra, c’è un meraviglioso circo dell’orrore fatto di cover scanzonate contro l’Occidente, di intemerate contro i comunisti, di interventisti che sventolano lo spauracchio del ritorno del fascismo.
Un folle equilibrio perfetto, un filo sottile che talvolta eccede nella volgarità ma senza passare di moda, un’analisi dei meandri più oscuri delle vicende di attualità, dalle onlyfanser alle persone che non si riconoscono nello stato italiano e si creano dei documenti millantando di essere loro stessi un microstato, passando per qualche rito del Divino Otelma o per qualche disputa tra maranza e improvvisati generali.
E a Cruciani va dato il grande merito di non scadere mai nel banale, di non farsi tentare dai cliché, di capire quando un ospite inizia a “puzzare”, a diventare macchiettistico a tal punto da dire le stesse cose e gli stessi tormentoni. In quel caso, grazie e arrivederci. I personaggi da studiare e da analizzare dopotutto fioccano. Perché continuare a crogiolarsi con Nevio lo Stirato quando scopri un tizio che sparge con uno spruzzino aceto di vino per contrastare le scie chimiche?
Questa è la Zanzara. Un microfono aperto che propaga i gorgoglii della pancia del paese reale. Senza filtri. Insomma, Giuseppe Cruciani e David Parenzo sono gli eroi che, nel mondo della cancel culture e dei movimenti woke, per l’ennesimo anno, ci meritiamo. E di cui abbiamo bisogno. Avanti tutta!
Alessandro Bonelli, 8 settembre 2025
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