“Rischiamo di pagare più dell’Italia”. La notizia che sta facendo impazzire i francesi

Le Monde certifica: in tre anni di governo Meloni, l'Italia ha ridotto il suo deficit pubblico mentre Macron l'ha fatto deragliare. E lo spread non è mai stato così vicino

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meloni macron titoli di stato

Pubblichiamo un ampio stralcio dell’articolo di Le Monde che sta facendo “impazzire” e non poco i francesi, ovvero quelli che difendono la “grandeur” di Emmanuel Macron rispetto al premier italiano Giorgia Meloni. I dati economici, infatti, certificano che lo spread tra i titoli di Francia e Italia è calato moltissimo.


In tre anni, Roma ha nettamente ridotto il suo deficit pubblico, mentre Parigi lasciava il proprio deragliare. Agli occhi degli investitori, l’Italia è ormai credibile quanto la Francia, nonostante un debito più pesante. Sul mercato, lo scarto dei tassi è quasi caduto a zero.

Per i francesi, è difficile da accettare. Ma, agli occhi di gran parte degli investitori, non ci sono più dubbi: l’Italia di Giorgia Meloni è ormai credibile quanto la Francia in materia di finanze pubbliche. Anzi, forse anche di più.

«Un tempo cattivo allievo dell’Unione europea [UE] sul piano di bilancio, l’Italia ha ormai la capacità di dare lezioni alla Francia», afferma persino l’economista indipendente Philippe Crevel in una nota pubblicata a fine luglio. Alcuni vedono già l’Italia guidata dall’estrema destra come un modello di rigore per il suo vicino. Un dato riassume questo ribaltamento: quello dei tassi di interesse richiesti dagli investitori per detenere debito pubblico dei due paesi. Nel 2011 e nel 2012, l’Italia era considerata così turbolenta e poco affidabile che essi pretendevano fino a 400 punti base (4%) in più rispetto al tasso francese: quando la Francia pagava il 3% annuo, l’Italia doveva sborsare il 7%.

Da allora, questo “premio di rischio” si è cancellato. Il 15 agosto di quest’anno, è sceso a meno di cinque punti base per il titolo di riferimento principale, quello con rimborso a dieci anni. Un livello mai visto dal 2005. Per le obbligazioni a cinque anni, lo scarto tra il debito francese e quello italiano sui mercati finanziari è addirittura scomparso del tutto da metà luglio.

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