
Qui al bar ci convinciamo sempre di più che il vero leader della sinistra, nonché premier designato per le prossime elezioni, sarà Giuseppe Conte. Ma anche noi fatichiamo a resistere all’ascesa di Silvia Salis, la sindaca (sindaca eh, ci raccomandiamo) di Genova, reduce da un paio di operazioni simpatia: una che le è stata servita sul vassoio da un esponente di Fdi, il quale, pubblicando una sua foto in tailleur per contestarle le scarpe troppo costose, le ha consentito di diventare virale sia tra chi si è soffermato sui suoi acquisti, un po’ lontani dall’immagine di amica del popolo, sia tra chi si è concentrato sui suoi piedi nudi; e un’altra che ha pianificato direttamente lei, organizzando in piazza il dj set di Charlotte de Witte, regina della musica techno, per la cifra di 140mila euro.
Un conto contenuto, dicono quelli bravi, perché, ridiviso per i circa 20mila giovani che sono andati a ballare, fa 7 euro a testa, cioè molto meno del biglietto che chiede la de Witte per i suoi concerti. La differenza è che, stavolta, il biglietto lo hanno pagato anche i contribuenti ai quali il dj set techno interessava meno del bilancio di Genova, non all’altezza di chi indossa scarpe da 1.200 euro.
Ma ciò che sta dietro le immagini della Salis con gli occhiali da sole a goccia e la faccia sbarazzina è, in realtà, la missione speciale di Matteo Renzi. L’unico politico che è riuscito al tempo stesso a dimettersi e a non dimettersi e che, nel nome dell’empowerment femminile, ha trovato nella sindaca l’ennesimo proxy attraverso il quale continuare a piantare qualche bandierina e a distribuire qualche carta. Lei ci mette la faccia, lui ci mette la testa. Lei sembra il nuovo che avanza, lui è il già vecchio che resiste. Lei è la Salis. Lui è il pepe.
Il Barista, 14 aprile 2026
Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).