Salone del libro, la strategia dell’epurazione in 10 mosse

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La strategia dell’epurazione. Brevissimo riassunto dei fatti al Salone del libro di Torino, che chiude domani. Qualcuno scopre che Altaforte, la casa editrice di Francesco Polacchi, militante di Casapound, venderà al suo stand il libro intervista Io sono Salvini di Chiara Giannini. Christian Raimo, consulente del Salone, scrive un post di fuoco in cui invoca il ritorno dell’antifascismo militante e stila una lista di proscrizione. Peccato siano accusati di razzismo esplicito giornalisti e intellettuali ed editori che non c’entrano nulla col razzismo. Lagioia, direttore del Salone, un po’ si dissocia e un po’ no. Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte, e Chiara Appendino, sindaco di Torino, si prendono in carico la questione. Denunciano Polacchi per apologia del fascismo e strappano il contratto di Altaforte col Salone.

Epurazione compiuta. Roba da manuale dei pasticcioni. Che riassumiamo in qualche punto.

1. Prendi un editore dichiaratamente fascista (che per altro non pubblica libri “fascisti”) e trova ogni modo possibile per avvicinarlo ad altri editori che fascisti non sono.

2. Non lesinare insulti e calunnie, più la spari grossa, più pubblicità avrai. Prenderai qualche querela ma solleverai un polverone.

3. Fai in modo che la stampa finga che le tue dimissioni non siano un atto dovuto dopo la pesante diffamazione di editori che hanno uno stand ma l’effetto di una coraggiosa dissociazione.

4. Scrivi deliranti inchieste in cui si insinua che chiunque non sia di sinistra sia un criptonazista.

5. Quando ti rendi conto di aver creato un casino dal quale non si riesce a uscire, fai intervenire la politica.

6. Lascia che siano i politici, uno dei quali in campagna elettorale (Chiamparino), a epurare l’editore vicino a Casapound e prendersene addirittura il merito.

7. A proposito, qui si vota per la Regione e molti temono che vincerà Alberto Cirio del centrodestra: quale sarà la sorte dell’attuale direzione? Informati e tieniti pronto a sostenere che tu sei di sinistra ma aperto al dialogo.

8. Fai in modo che le tue proteste democratiche non si spingano fino al punto da rinunciare a vendere i tuoi libri.

9. Non pensare, lascia che sia il pregiudizio a parlare per te.

10. Il libro che volevi censurare è probabilmente il più venduto in questi giorni, fuori dal Salone. Ha venduto 6.000 copie solo in prenotazione. Un saggio di un piccolo editore si può considerare un successo se tocca le 1500. Probabilmente dentro al Salone nessuno ha toccato le 6000 copie. Il Salone che hai organizzato o contribuito a organizzare resterà nella memoria solo per la cacciata di un editore con conseguente polverone. Guardati allo specchio e chiediti se tutto questo ha avuto un senso. Nel Salone del 2019, oggi, alle 14, la Banda Osiris sul palco della Rai esegue Bella ciao.

Alessandro Gnocchi, 12 maggio 2019

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