Salvini si prepara alle elezioni. Dove stravincerá

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Matteo Salvini, come un leone nella savana, fiuta l’aria e prepara il prossimo attacco per conquistare sempre più territorio. Le prime mosse sono andate meglio del previsto e ora che ha posto al centro del dibattito europeo il fronte dell’immigrazione, tra l’altro ridicolizzando Macron e prendendosi il plauso della Merkel, può gestire ‘dall’alto’ i rapporti con i suoi alleati, Forza Italia e Fratelli d’Italia, i quali per non essere annientati faranno di tutto per non metterselo contro.

Il Movimento 5Stelle, fiaccato per una serie di ragioni, prima fra tutte le lotte interne tra il gruppo Grillo-Di Battista-Fico e quello Di Maio-Bonafede-Casaleggio che lo dilaniano da quando hanno cominciato ad annusare il profumo del potere, perde sempre più consensi. Con una savana dal panorama così arido, il leone Salvini sta preparando in gran segreto il suo piano B: si prenderà, in un solo colpo, i delusi di Berlusconi, della Meloni ma soprattutto una parte di quell’elettorato grillino che non sopporta più quel giustizialismo sommario e ambientalismo di facciata che blocca investimenti e nuove infrastrutture.

E visto che con le europee non si possono abbinare le politiche, cercherà sicuramente il modo per far saltare il banco ed arrivare ad elezioni anticipate a marzo in modo da fare il pieno di voti, prendersi il premio di maggioranza e sostituire Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, che a quel punto dovrà solo aggiornare il suo cv.

Ma come farà a far saltare il banco? Avrà dalla sua una situazione economica che non potrà essere governata con la maggioranza risicata del Senato, considerato l’impatto forte sui conti pubblici delle costose misure previste dal Contratto di governo, soprattutto dopo che nel giro degli ultimi due mesi si è stravolto il contesto internazionale.

La crescita mondiale rallenta e la Banca centrale europea chiuderà i rubinetti. Per collocare i titoli di Stato si pagheranno interessi più alti. Andranno riviste al ribasso le stime di Pil fatte ad aprile da Padoan e al rialzo quelle sul deficit, che invece di diminuire rimarrà pure quest’anno inchiodato intorno al 2%. E se l’Europa concederà più flessibilità, servirà tutta per coprire l’Iva che pesa 12,5 miliardi nel 2018 e circa 19 miliardi negli anni successivi. Il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, tra Di Maio e Salvini punterà sul secondo. Gli altri membri del governo ininfluenti, se non dannosi, come si è ben visto da questi primi giorni.

luigi bisignani

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