Nel sempre più assurdo e variegato mondo dei Pro Pal, succede che una delle frontman, Greta Thunberg, pubblica un post su Instagram per narrare le sevizie subite in Israele dai membri della Flotilla e, per estensione, le torture a cui vengono sottoposti i prigionieri palestinesi.
Ma c’è un grosso problema: in una delle slide del post, pubblicato in collaborazione con altri attivisti e con la pagina ufficiale della Global Sumud Flotilla, c’è la foto di Evyatar David, un ostaggio israeliano ancora tenuto imprigionato da Hamas, talmente denutrito da essere scheletrico. Chiaramente si tratta di un errore, non di un atto che vuole dimostrare che le barbarie di guerra stanno avvenendo ambo le parti: il povero prigioniero israeliano viene spacciato per un palestinese in mano al governo di Tel Aviv. Insomma, oltre il danno la beffa, i carnefici che assumono le fattezze delle loro stesse vittime, tanto da prenderne in prestito l’identità per la narrazione Pro Pal. Disinformazione allo stato puro. Ovviamente, i commenti indignati per il post finto si sprecano: “È un oltraggio, come vi permettete di usare la foto di un ostaggio israeliano per la vostra stupida propaganda?”. Oppure ancora: “La vostra ignoranza non ha limiti, imbarazzanti! Quell’uomo è ancora nelle mani di Hamas!”.
Certo, non che Greta sia nuova a questo genere di inesattezze, stupidità e falsità social; i suoi strafalcioni sono così frequenti a tal punto da far dubitare del fatto che possa trattarsi effettivamente di “click bait”, di contenuti costruiti ad hoc per far indignare la platea online. Ad esempio: quando ancora parlava di clima (bei tempi…), come dimenticare la vignetta postata, sempre sul suo account Instagram, contro le fonti di energia non rinnovabili in cui accusava però anche l’energia nucleare di contribuire alla distruzione del pianeta? Successe un finimondo, con la giovane attivista che fu accusata (non a torto) di propagare ignoranza e di fare becero populismo anziché consapevole attivismo.
Eppure, almeno per ora, Greta di energia non parla più, anzi: inquina il Mediterraneo con una flotta di una cinquantina di navi per portare provviste (secondo i media di Tel Aviv inesistenti nelle stive) a Gaza. Ma anche in questo scenario non delude e continua splendidamente nel suo ruolo di propagatrice di fake news e di becero populismo di sinistra.
Tuttavia, c’è da dirlo, spacciare per palestinese un ostaggio israeliano, peraltro il giorno dell’anniversario del suo rapimento, è una mossa così goffa e ignorante che davvero forse non ha precedenti nella sua lunga carriera di figuracce. E dunque le cose sono due: o davvero Greta e l’ufficio stampa suo e della flotilla hanno per l’ennesima volta dimostrato di non capirci un tubo e di avvelenare i pozzi online con la loro retorica da quattro soldi, oppure si tratta di un’operazione fatta ad arte per suscitare clamore, far parlare di sé e raggiungere quante più persone possibile; insomma, che se ne parli, anche male, purché se ne parli.
In ogni caso, indipendentemente dalla buona o dalla cattiva fede, è una mossa o da ignoranti o da cretini. Ergo, certamente, da Gretini.
Alessandro Bonelli, 8 ottobre 2025
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