Cin cinico

Schlein, buona solo ad arrampicarsi sugli specchi

La segreteria Pd le inventa tutte per nascondere la sconfitta al referendum

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schlein pd

Il Partito democratico, capeggiato dalla sua segretaria, ha un problematico rapporto con la realtà. E mentre anche gli alleati (e alcuni membri interni dello stesso Pd) ammettono la sconfitta con oggettività, le pagine social del partito e della sua leader nascondono la défaillance facendo assurdi paragoni con le elezioni politiche del 2022.

L’ha detto anche Landini, l’obiettivo era il quorum, la coalizione ha fallito. Il risultato è sotto gli occhi di tutti ed è innegabile.  Bisognerebbe ricostruire un’alternativa quantomeno credibile al governo, confrontarsi sui contenuti, riavvicinarsi alla classe operaia che si sporca le mani e non ha tempo da perdere in tecnicismi. L’hanno capito in tanti, ma non i vertici del Pd.

La strategia social utilizzata dal Partito democratico sin dai primi risultati di ieri è assai singolare: sui canali del partito si parla di una vera e propria vittoria. Un grafico strampalato addirittura sostiene che l’affluenza totale al referendum (mischiando chi ha votato sì, chi ha votato no, analizzando i numeri con criteri assai torbidi) sia superiore a chi ha votato il centrodestra alle ultime politiche. Ergo, la sinistra ha vinto.

Elly Schlein dal suo profilo personale critica aspramente per l’ennesima volta chi legittimamente non si è presentato alle urne (accusando in soldoni il 70% della popolazione di essersi fatta traviare dalla malvagia destra) e comunica di voler difendere le istanze di chi ha votato, millantando per l’ennesima volta la difesa di non meglio precisati diritti (dimenticando che sul quesito della cittadinanza il 35% dei votanti ha comunque votato no…).

E mentre anche la sinistra europea va in controtendenza rispetto alla sinistra italiana, come in Gran Bretagna dove Starmer (non certo un uomo di destra) estende le tempistiche per la richiesta della cittadinanza da 5 a 10 anni, per Elly e per il Pd non esiste “neanche un minuto di non amore” per le tematiche che da mesi e da anni il popolo italiano rigetta senza sosta.

Nel Pd pare conservarsi però ancora un briciolo di oggettività, con Pina Picierno che alza la testa, sfidando la leader del partito, e parla serenamente di “sconfitta seria, profonda, evitabile” e di “regalo a Meloni”. Anche De Luca critica una “eccessiva polarizzazione” relativamente alla campagna di informazione condotta dalla sinistra.
Ma l’ala lealista verso Elly Schlein non arretra di un millimetro, con Boccia che sostiene la linea del trionfo epocale, dimenticando che i 14 milioni di voti al referendum non necessariamente si tradurrebbero in 14 milioni di voti alla coalizione di centrosinistra.

Insomma, ad Elly Schlein bisogna riconoscere un eccezionale talento e una enorme caparbietà in un’arte: quella dell’arrampicata sugli specchi.

Alessandro Bonelli, 10 giugno 2025

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