
L’occasione era ghiotta… bastava coglierla. Eppure la Schlein si è ritirata dopo aver dato la sua disponibilità a un confronto pubblico con il presidente del Consiglio. Giorgia Meloni aveva accettato il guanto di sfida per rispondere alle tante domande di Elly sul futuro del paese, sulla “Finanziaria”, sulle politiche in essere e sulle riforme in cantiere… ma Elly ha dato forfait perché Giorgia chiedeva la presenza dell’altro esponente dell’opposizione.
Così facendo la Meloni voleva che Giuseppe Conte fosse l’uomo in più nel confronto, in un inusuale ribaltamento dei ruoli, dava all’avversario la maggioranza numerica… Il classico 2 contro 1. Una mossa che ha ovviamente interessato Giuseppe Conte dichiaratosi immediatamente disponibile e che invece ha causato il ritiro di Elly. Esaminando questo strano “balletto” in chiave di marketing politico, Giorgia ha giocato una carta vincente, facendo leva su tre elementi chiave:
1. Toglie legittimità di leader dell’opposizione a Elly che avrebbe dovuto condividere il ruolo con Giuseppi in vista delle elezioni 2027.
2. Si pone come minoranza in un confronto impari, così percepito dal grande pubblico, facendo leva sulla naturale empatia per chi affronta due avversari da sola.
3. Le divisioni tra Giuseppi e Elly sarebbero sicuramente emerse in un confronto tra i principali attori del “Campo delle 100 pertiche”, dove convive di tutto e di più.
Quella che era nata come la prima sfida diretta tra Giorgia ed Elly invocata con baldanza dalla segretaria Pd, si è trasformata in un boomerang di notevole rilevanza. Adesso la Schlein dovrà spiegare al suo popolo perché non ha voluto condividere il ruolo di fiera oppositrice a questo governo con colui che rappresenta il secondo azionista della coalizione che, sulla carta, dovrebbe contendere al centro-destra, la guida del paese.
Giulio Galetti, 29 novembre 2025
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