Schlein in ginocchio da De Luca

Che si tratti del Roberto Fico o di un altro profilo, poco importa: il governatore ombra resterà Vincenzo

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Schlein De Luca PD

La segreteria del Pd campano al figlio Piero, l’indicazione dei nomi del nuovo presidente del consiglio regionale e dell’assessore alla Sanità, e, dulcis in fundo, un paio di proprie liste da presentare ai nastri di partenza alle prossime elezioni regionali per spedire nella nascitura assemblea legislativa campana un manipolo di “uomini di fiducia” per “tenere per le palle” il prossimo governatore. Chiunque esso sia.

Che si tratti del pentastellato Roberto Fico o di un altro profilo poco importa. Ciò che veramente conta è assecondare le tassative richieste di Don Vicienz, il vero e unico capo indiscusso della politica campana. È con lui che i leader del centrosinistra dovranno scendere a patti per provare ad aggiudicarsi il complesso match elettorale che si disputerà nelle settimane a venire in terra campana. È alla corte del potentissimo governatore uscente che “la ragazza” (così negli ambienti dem è definita ironicamente Elly Schlein) e il “Bis-Conte dimezzato” a tinte pentastellate dovranno recarsi, con tanto di cappello in mano, per incassare il suo determinante appoggio elettorale unitamente all’avallo del nome del suo successore.

Il grande favorito per ascendere al trono di Don Vicienz è oggi, come noto, il grillino Roberto Fico, il candidato in pectore della coalizione di campo largo, gradito alla segreteria dem, per la cui investitura ufficiale mancherebbe, a questo punto, il solo ok del governatore uscente.

Dal canto suo, Vincenzo De Luca non dovrebbe avere grossi problemi a convergere sul nome di Fico. Preso ormai atto dell’impossibilità di poter correre in prima persona per un terzo mandato, per Don Vicienz un (presta)nome vale un altro. Compreso, ovviamente, quello dell’ex “venditore di tappeti” diventato presidente della Camera dei deputati, il cui profilo, ad onor del vero, sembrerebbe prestarsi alla perfezione per la causa campana. Poco importa, poi, se a muovere i fili nei meandri delle tenebre è qualcun altro, l’abilissimo “puparo” Vincenzo De Luca, nel caso specifico.

L’essenziale, in casi come questo, è riacciuffare il centro della scena ed apparire Fico agli occhi degli altri. Il resto sono dettagli, sfumature, aspetti da poter relegare in secondo piano. Adesso la vera priorità è trovare finalmente la quadra e conservare intatto quel centro di interessi e di potere costruito in questo decennio dalle giunte di centrosinistra guidate da Vincenzo De Luca. Per farlo, sarà sufficiente, per i deboli leader campolarghisti, esaudire in toto tutti i desideri del “sovrano” campano. A quel punto, Roberto Fico potrà prepararsi a vestire, almeno formalmente, i panni del governatore, mentre Don Vicienz potrà comodamente appartarsi dietro le quinte e continuare ad amministrare nell’ombra le sorti della Regione Campania.

Salvatore Di Bartolo, 16 agosto 2025

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