
Lo sappiamo già. Tra qualche giorno il brigadiere Legrottaglie sarà scomparso dalle cronache. Rimarrà solo il ricordo dei famigliari, che piangeranno un vuoto impossibile da colmare, e dell’Arma, che porterà con dolore l’ennesimo lutto. A luglio sarebbe andato in pensione, invece è morto inseguendo un ladro, in una campagna qualunque del Sud. Chissà quanti progetti di vita infranti in un attimo.
Se a cadere è un servitore dello Stato, la memoria collettiva si dissolve in fretta, fagocitata da nuove notizie, nuovi scandali, nuovi eventi sportivi. Al contrario, se a morire è un delinquente durante un’azione di polizia, si aprono talk-show, si invocano commissioni d’inchiesta, si raccolgono firme e si affollano cortei contro le forze dell’ordine.
La retorica ribalta i ruoli: la vittima diventa carnefice e il carnefice “un ragazzo sfortunato”. Nessuno pensa che ogni uomo in divisa ha una famiglia, una storia e, spesso, una vita messa da parte per servire gli altri, a costo della propria.
Giorgio Carta, 12 giugno 2025
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