I resoconti ufficiali postati da Donald Trump su Truth ovviamente non lo raccontano. Ma secondo Axios, la telefonata intercorsa tra il presidente Usa e Bibi Netanyahu sarebbe stata tutt’altro che cordiale. Proprio mentre gli Stati Uniti stanno cercando di siglare un accordo che l’Iran che possa riaprire Hormuz e gli scambi commerciali in Medio Oriente, Israele attaccava di nuovo il Libano con la più profonda incursione in territorio nemico da 25 anni a questa parte. Una notizia che sarebbe stata accolta da The Donald con una sfuriata telefonica “piena di insulti”.
Secondo quanto riferito ad Axios da due funzionari statunitensi e da una terza fonte informata, a far scattare l’ira di Trump è stata la decisione dell’Iran di abbandonare i negoziati a causa delle azioni israeliane in Libano. La tregua, sostiene Teheran, riguardava tutti gli scenari, Beirut compresa. E quindi gli attacchi di Tel Aviv – secondo gli Ayatollah – avrebbero di fatto violato l’accordo siglato con gli Stati Uniti. Da qui la decisione di frenare su Hormuz, che l’Iran è pronto a chiudere nuovamente “del tutto”. Al telefono, Trump avrebbe quindi definito Netanyahu un “pazzo” e lo avrebbe accusato di ingratitudine.
Sempre secondo le stesse fonti, Trump avrebbe detto a Bibi che il suo annuncio di voler bombardare Beirut avrebbe “isolato ulteriormente Israele nel mondo”. Inoltre gli avrebbe ricordato che è solo grazie a lui se il premier israeliano no è stato arrestato nel processo per corruzione. Ecco le parole precise riportate da Axios: “Sei completamente pazzo. Saresti in prigione se non fosse per me. Ti sto salvando la pelle. Ora tutti ti odiano. Tutti odiano Israele per questo motivo”. A un certo punto The Donald avrebbe urlato: “Che cazzo stai facendo?”.
Al momento Israele, dopo la telefonata, avrebbe decido di rivedere il suo piano in Libano, evitando attacchi a Beirut se Hezbollah smetterà di attaccare l’esercito israliano. Anche se pubblicamente Netanyahu ha ribadito che “la nostra posizione resta invariata”, è difficile che Bibi possa ignorare i desiderata del potente alleato. Trump ha invece affidato ai social la rassicurazione che i colloqui con l’Iran stanno continuando “a ritmo serrato”.
Franco Lodige, 2 giugno 2026
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