
Nel libro Il Sistema. Potere, politica, affari: storia segreta della magistratura italiana– scritto da Alessandro Sallusti e Luca Palamara, pubblicato nel 2021) – compare la frase che paragona alcuni magistrati (o un collegio giudicante) a un “plotone di esecuzione”.
La metafora non è pronunciata direttamente da Palamara come giudizio generale su tutti i magistrati, ma è riportata nel contesto di un episodio specifico. Si riferisce infatti al comportamento di un collegio della Corte di Cassazione (o di una sezione penale) in un processo di rilevanza politica/giudiziaria (legato ai casi Berlusconi o simili, come emerge dai passaggi del testo).
Nel libro si legge infatti che quel collegio «si comportò come un plotone di esecuzione», con l’aggiunta che per arrivare a quel verdetto «c’erano state pressioni da molto in alto».
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La frase descrive quindi un’azione percepita come “preordinata, spietata e dall’alto” (non un libero esercizio giurisdizionale), nel quadro della denuncia del “Sistema” delle correnti e delle nomine pilotate che, secondo Palamara, influenzava pesantemente le deci-sioni giudiziarie.
È un’accusa mirata a certi meccanismi ed a specifici episodi in cui il Sistema avrebbe agito per “eliminare” o colpire determinati soggetti (politici o magistrati dissidenti).
Carlo MacKay, 12 marzo 2026
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