
C’eravamo tanto amati. Dopo circa un anno di rapporti stretti e grande sintonia, la relazione politica tra il presidente americano Donald Trump e l’imprenditore Elon Musk è giunta a una rottura pubblica. “Abbiamo avuto un ottimo rapporto, ma sono rimasto deluso”, ha dichiarato il tycoon durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, accanto al cancelliere tedesco Friedrich Merz. La risposta di Musk non si è fatta attendere: in un intervento su X, il Ceo di Tesla e SpaceX ha definito Trump “ingrato”, sostenendo di essere stato determinante per la sua vittoria elettorale. Non pago, ha rilanciato un post che invoca l’impeachment del presidente, segnando una chiara cesura tra i due.
La Casa Bianca ha fatto sapere però che si sta lavorando ad una telefonata tra i due in giornata per stemperare la tensione. Trump, interpellato da Politico, ha cercato di sminuire la lite. “Non è un grosso problema”, ha dichiarato, “le cose stanno andando benissimo, non sono mai andate meglio”.
Lo scontro però era proseguito con toni sempre più accesi. Musk ha insinuato, senza fornire prove, che Trump sarebbe menzionato nei cosiddetti “file Epstein”, sostenendo che questo sarebbe il motivo della mancata pubblicazione di alcuni documenti. Il 27 febbraio, l’Attorney General Pamela Bondi ha diffuso una prima tranche di documenti declassificati relativi al caso Jeffrey Epstein. La documentazione, sebbene resa pubblica ufficialmente per la prima volta, contiene in larga parte materiali già emersi in precedenti fughe di notizie, ma mai confermati o pubblicati formalmente dal governo statunitense. I documenti non introducono elementi sostanzialmente nuovi rispetto a quanto già noto. Tra le informazioni confermate vi è la presenza dell’allora imprenditore Trump tra i nomi citati in relazione a Epstein, l’ex finanziere accusato di gravi reati sessuali e morto in carcere in circostanze ufficialmente ritenute un suicidio.
Il nome di Trump compare nei registri di volo del jet privato di Epstein, soprannominato dai media “Lolita Express”. Secondo quanto riportato, il tycoon avrebbe viaggiato sull’aereo l’11 ottobre 1993 e il 15 maggio 1994. In quest’ultimo volo, erano presenti anche la sua allora moglie Marla Maples, la figlia Tiffany e una babysitter. I tragitti documentati sono da Palm Beach all’aeroporto Reagan di Washington e, successivamente, da Washington all’aeroporto di Teterboro, in New Jersey. I rapporti tra Trump ed Epstein erano già stati oggetto di attenzione mediatica in passato, così come alcune fotografie che ritraggono i due insieme, in alcune occasioni accompagnati da Ghislaine Maxwell e Melania Trump. Resta incerto se le future pubblicazioni dei documenti ancora riservati conterranno ulteriori informazioni di rilievo. Al momento, la documentazione resa pubblica conferma legami già noti, senza introdurre elementi decisivi nuovi nel caso.
La tensione era già aumentata nei giorni precedenti, a seguito delle voci sull’uscita di Musk da un incarico governativo informale. L’imprenditore ha poi annunciato decisioni significative a livello industriale, tra cui la sospensione del programma spaziale Dragon di SpaceX, cruciale per le attività della Stazione Spaziale Internazionale e della NASA. “Alla luce della dichiarazione del Presidente sulla cancellazione dei miei contratti governativi, @SpaceX inizierà immediatamente a dismettere la sua navicella spaziale Dragon” la sua conferma su X. La navicella spaziale Dragon serve per il trasporto di merci e di equipaggi sulla Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Dragon ha anche un futuro con la Red Dragon per l’esplorazione di Marte e la Dragon XL per la logistica del gateway lunare. Ha inoltre criticato il “Big Beautiful Bill”, la legge di spesa in discussione al Congresso, suggerendo che comporterà effetti negativi sull’economia, come una possibile recessione entro fine anno.
Trump ha dichiarato di aver allontanato Musk da ogni incarico, descrivendolo come “instabile” nelle sue reazioni. L’idillio tra i due, che aveva visto una stretta collaborazione tra un presidente favorevole a una visione sempre più centralizzata del potere e un imprenditore con interessi diretti in molte iniziative federali, sembra essersi definitivamente concluso. Trump ha anche minacciato di rivedere o cancellare gli importanti contratti federali in essere con le aziende di Musk. Uno degli elementi scatenanti della rottura sembra essere stata proprio la discussione sul “Big Beautiful Bill”. Secondo Trump, Musk ne conosceva i dettagli, accusa respinta dallo stesso Musk, che ha definito “falsa” questa ricostruzione, sottolineando che la legge è stata approvata frettolosamente e senza una reale possibilità di esame.
Nonostante in passato Trump avesse omaggiato Musk con un simbolico “passpartout” per la Casa Bianca e lo avesse coinvolto in ruoli strategici, la tensione tra i due era palpabile da tempo. Musk, attraverso X, ha ribadito la sua importanza nella vittoria repubblicana e ha criticato l’amministrazione per l’eliminazione degli incentivi alle auto elettriche e per la mancata nomina di un suo candidato alla guida della Nasa. E ancora, in un’ulteriore provocazione, Musk ha lanciato su X un sondaggio per testare l’interesse del pubblico verso la creazione di un nuovo partito politico che possa rappresentare una maggioranza trasversale dell’elettorato americano. Il quesito ha ottenuto rapidamente centinaia di migliaia di risposte, con un’ampia maggioranza a favore.
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Il legame tra Musk e Trump era iniziato dopo l’acquisizione di Twitter da parte dell’imprenditore, culminata in un endorsement esplicito a favore di Trump dopo l’attentato in Pennsylvania al candidato repubblicano. Musk ha contribuito con ingenti donazioni alla campagna del tycoon e ricevuto in cambio un ruolo chiave nel contenimento della spesa pubblica tramite un apposito dipartimento federale. La spaccatura è stata probabilmente accolta con entusiasmo da Steve Bannon, ex stratega di Trump e tra i critici più accesi di Musk. Come riporta il New York Post, Bannon ha affermato di aver consigliato al presidente di cancellare tutti i contratti con il patron di Tesla e di avviare diverse indagini su di lui: “Dovrebbero avviare un’indagine formale sul suo status di immigrazione, perché sono fortemente convinto che sia un immigrato illegale e dovrebbe essere immediatamente deportato dal paese”. E ancora, Bannon ha affermato che l’amministrazione Trump dovrebbe indagare sull’uso di droghe da parte di Musk e sul suo tentativo di ottenere un briefing classificato sulla Cina dal Pentagono.
Franco Lodige, 6 giugno 2025
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