Politica

Si chiama “perseguire i crimini”, non razzismo

I controlli mirati della polizia vengono fatti sulla base delle statistiche. E i numeri parlano chiaro: gli irregolari commettono più reati di italiani e stranieri regolari

polizia antisommossa (1) Immagine generata da AI tramite ChatGPT
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Il Consiglio d’Europa, tramite la propria Commissione contro il razzismo (ECRI), ha invitato l’Italia a condurre uno studio indipendente per verificare presunte pratiche discriminatorie da parte delle forze di polizia, sospettate di effettuare controlli su base etnica.

La stampa non chiarisce su quali dati si fondi questo allarme, ma se il sospetto nasce dal fatto che i controlli si concentrano su alcune fasce della popolazione, va detto con chiarezza che la prevenzione si basa sulle statistiche, non sull’ideologia.

Secondo i dati del Ministero dell’Interno, gli stranieri irregolari sono coinvolti, in proporzione, in un numero significativamente maggiore di reati rispetto ai cittadini italiani o agli stranieri regolari. Non è razzismo, è buon senso operativo: si intensificano i controlli dove il rischio è più alto.

Piuttosto, sarebbe il caso di riconoscere che la polizia italiana è tra le meno violente d’Europa. Anzi, a mio avviso, è troppo tollerante verso chi la aggredisce o la oltraggia. É questa la vera anomalia su cui sarebbe opportuno avviare una urgente riflessione.

Giorgio Carta, 30 maggio 2025

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