“Si nasconde dietro l’immunità”. A chi si riferiva, il compagno Fratoianni?

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Fratoianni salis

Definisci comunista, facile: un doppio, un grande doppio, un doppione. La doppiezza comunista è stata teorizzata, scolpita da Carlo Marx in persona e nessun comunista può permettersi di farne a meno: è parte del corredo, è l’expertise, più uno è doppio e più è comunista. Come insegnava Enrico Berlinguer a Massimo D’Alema: “Adesso ti spiego l’Unione Sovietica: è quel posto dove tutti mentono, dove la verità è quella del partito e la realtà quella che non si può dire e dove le caramelle hanno sempre la carta attaccata”. Per cui il compagno Fratoianni non se la prenderà se lo definiamo un buon comunista, ottimo direi: ma no, non nel senso di falso, di ipocrita, tutt’altro, Dio ci è testimone: il compagno Frato è un comunista leale, che in piena trasparenza può dire una cosa e l’esatto contrario, in ragione della situazione, della convenienza, del soggetto. Del momento.

Era un altro momento: Fratoianni 1, 12 maggio 2019: “Finora l’unica cosa che ha fatto Salvini è stata quella di scappare e di nascondersi dietro l’immunità come un berlusconiano qualsiasi dei tempi d’oro, ora lo prendiamo sul serio. Non ha paura di essere processato? Vedremo se avrà il coraggio…”. Fratoianni 2, 7 ottobre 2025: “Una bella giornata per chi crede nello Stato di Diritto. Ad Salis Ilaria il nostro più grande abbraccio. Grazie a tutti i parlamentari europei che con il loro voto hanno confermato che il regime di Orban con le sue prevaricazioni non è degno delle democrazie Ue”.

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E che sia lo stesso Frato biforcuto, lo testimonia la prosa oggi come allora incespicante, mio zio Frank da Ascoli avrebbe detto “me pari Petrocche”, per dire quel personaggio cecoslovacco, Petrok, che andava in giro tutto storto, zoppicoso. Per il resto, due concetti specularmente rovesciati, ma in modo limpido, cristallino. Luminoso come Sendero, impetuoso come la rivoluzione d’ottobre. È sempre il compagno Nicola dell’anticapitalismo in Tesla e della Tesla da vendere ma anche no, forse domani, vediamo come si pone il compagno Musk.

Fratoianni lascia o raddoppia? Duplica, sempre e comunque. E lasciate stare le patetiche battute sul difendersi dal processo non dal processo, a quelli così certe punture di spillo fan solo piacere: testimoniano del potere della coerenza nell’incoerenza, lo fanno uscire come un gigante del pensiero cangiante, più che debole. Come scriveva Marx ipse ad Engels: “Ho messo tutto in un modo talmente ingarbugliato da avere sempre naturalmente ragione”. Per questo delle sue opere più non capiscono un cazzo e più le sbandierano: vanno sempre bene, oggi come 200 anni fa, funzionano per il comunismo antisemita come per quello che esalta la Segre ma subito dopo la compatisce in fama di vecchia suonata (“non è lucida”) e, a differenza dello sventurato sindaco reggioemiliano, non la perdona.

Il Fratoianni double face è come un confortevole cappottone russo, va su tutto e su tutto si produce: da Wikipedia, l’enciclopedia collettivista che definisce Hamas resistenti e il 7 ottobre un atto patriottico, in una scheda probabilmente curata da lui: “Per contrastare la violenza di genere e l’omotransfobia [Fratoianni] propone campagne informative specifiche, introduzione nelle scuole di corsi su educazione sessuale, sentimentale, al rispetto e alle differenze, finanziamenti per un “reddito di libertà”, investimenti su associazioni e centri antiviolenza, al fine di «costruire una società libera dal patriarcato e da retaggi religiosi imposti. È inoltre favorevole ad un congedo di paternità obbligatorio ed uguale a quello di maternità”. Questo campione della libertà assoluta, in particolare di Ilaria Salis, ma più in generale dai doveri e dalle responsabilità, è lo stesso che l’8 aprile 2021 dichiarava: “Il governo trovi il coraggio di imporre l’obbligo vaccinale o il Green pass per tutte le attività“.

Basta poco, che ce vo’? Di tutto, di più, del contrario di tutto. Non è il socialismo reale ad aver definito la dittatura “democrazia progressiva”? Ad avere dipinto le plebi come depositarie di ogni saggezza ma allo stesso tempo da guidare, rieducare, deportare? Ad avere consegnato al proletariato tutti i diritti, solo leggermente mediati dalla dittatura più formidabile a memoria d’uomo? Si dirà: ma vuoi mica mettere la compagna Salis col fascista Berlusconi. No, noi no, noi. No. Noi no. Casomai ad averceli messi insieme sono i compagni del Ppe e di Forza Ilaria, gli stessi subito gratificati dalla gratificata come schiuma fascista contro cui riprendere la lotta. Bella riconoscenza, povero Taj. A proposito: che violenza però quel pugno chiuso in esultanza ultrà mentre gli altri dietro stappavano. La violenza della tracotanza, dell’impunità strafottente, della provocazione. Come previsto, un attimo dopo averla fatta franca la occupatrice indefessa è ripartita col turbo.

Ve lo dicevo, che sarà un derby all’ultimo sangue quello tra Salis e Albanese. Ma nel favoloso mondo di Ilaria, nel meraviglioso mondo comunista dove occupare una casa è un atto di giustizia e legnare quasi a morte (forse, non lo sapremo mai perché il processo non si farà mai) un nemico del popolo è un gesto di legittima difesa, l’impunità si legge immunità, le accuse per reati comuni, preesistenti, vengono infilate nel calderone delle attività politiche, attuali, e una astrazione liberista burocratica che ti salva le chiappe diventa un presidio di democrazia popolare. Perché la legge, come noto, è uguale per tutti ma per i Frato fronte/retro è più uguale.

Max Del Papa, 10 ottobre 2025

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