
Qui al Bar siamo affascinati, sconvolti dalla caducità delle umane cose, il “sic transit gloria mundi” che, esattamente come il tempo, non guarda in faccia nessuno. La pugila Imane Khelif, per esempio, da un po’ sembra non percepirsi più tanto donna, di sicuro non tanto pugila: da quando è finita la pacchia di poter giocare sugli ormoni e la federazione mondiale del pugilato ha introdotto test accurati sul patrimonio genetico, ha smesso di pestare donne che non solo si percepivano, ma addirittura lo erano: da 13 mesi non sale su un ring, il suo manager dice: ha mollato, adesso si dedica agli sponsor.
Ma guarda un po’: a pasticciare coi cromosomi si fanno i soldi con la pubblicità, a pasticciare col curriculum si diventa candidati al Nobel e coi 5 Stelle, come la Francesca Albanese in attrazione fatale per Hamas ma appena appena. E poi, oh, le danno pure le chiavi della città di Bari, en attendant Pesaro e, perché no, Milano, anche se da ieri c’è appena un po’ meno Hamas con la chiusura del Leonka.
Sic transit: i sospetti di furberie, di balle, le cose che un tempo lontano inducevano ad andarsi a nascondere, oggi fanno titolo, fanno appunto curriculum, la politica assorbe voracemente. Testa alta e avanti Savoia.
Adesso tocca a quello di Gimbe, il gastroenterologo Cartabellotta che sfotteva tanto, che voleva chiudere nello stanzino il cugino senza vaccino: più gli chiedono i bilanci della sua fondazione e meno li “esce”, più gli domandano di eventuali compensi per lui e per sua moglie, vicepresidente, e più fa la vittima. Eppure i fondi arrivano, a cascata, da Emilia Romagna, Friuli, Calabria, Gimbe dice: questo va bene, quest’altro fa il bravo, e, tac, piovono gli “affidamenti”. Come scrive la Verità: “Sembra una scatola magica: entrano soldi pubblici, escono report e pagelline che migliorano se si è ‘clienti’”. Però i bilanci restano nello stanzino. E a questo punto, vediamo: se Albanese è ormai quasi certa coi 5 Stelle, se la Imane, opportunamente iussolizzata finisce dritta nel partito di Salis, al Cartabellotta, tra un “fussimo” e un “sarebbimo”, il Pd spetta di diritto, e anche di dritto.
Sic transit mundi, come diceva un tale che, ci crediate o no, per 40 anni ha diretto un giornale (musicale). Poi è sparito dalla circolazione, travolto da se stesso, ma dal suo oblio ancora pratica qualunquismo vittimistico. Si transit ingloria mundi.
Il Barista, 23 agosto 2025
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