Siamo alle comiche: i film italiani un flop, ma Elly chiede più soldi

L’incredibile piagnisteo della sinistra sul cinema: il vero blockbuster è il finanziamento pubblico

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Elio Germano Schlein Attori cinema

In merito alla inverosimile polemica contro il governo scatenata dai compagnucci della parrocchietta del cinema nostrano, vorrei dire la mia da semplice spettatore appassionato da sempre dei film fondati su un intrattenimento intelligente. Intrattenimento intelligente che contempla tutti i generi cinematografici, dal thriller alla commedia brillante, dalle rievocazioni storiche alla fantascienza e quant’altro.

Ebbene, dopo la fine ingloriosa del fiore all’occhiello del cinema italiano, la commedia interpretata e a volte anche diretta da quattro celebri mattatori (Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi), tranne rari esempi di pellicole apprezzabili, l’industria cinematografica italiana è sprofondata in un baratro, tanto da doversi ancorare da molto tempo ad una industria ben più florida: quella delle sovvenzioni pubbliche pagate come sempre dall’ignoto Pantalone, il quale assai spesso ignora di aver pagato il biglietto per assistere virtualmente ad uno dei tanti film italioti in circolazione, caratterizzati da a dir poco imbarazzanti regie, sceneggiature e livelli di recitazione.

Tant’è che, malgrado il piagnisteo di un centinaio tra attori e registi indirizzato tramite una lettera-appello al ministro della cultura, Alessandro Giuli – tra i cui firmatari figurano Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Gianni Amelio e Luca Zingaretti – , nella quale si esprime tutta la solidarietà ad Elio Germano e Geppi Cucciari, dipinti come vittime del potere oppressivo dei “cattivi” della destra al potere. Talmente cattivi che nel 2024 hanno stanziato ben 696.034.750 euro per il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

In particolare, tali fondi sono stati distribuiti attraverso diversi canali, tra cui il tax credit, i contributi selettivi e i contributi per la promozione cinematografica. Ebbene, secondo i dati Cinetel l’incasso totale del cinema italiano (incluse le co-produzioni) durante il 2024 è stato di 121 milioni 404.986 euro (24,6% del totale box office, meno di un quarto, +0,6% rispetto al 2023) per un numero di presenze pari a 17.889.182 spettatori (il 25,7% del numero totale dei biglietti venduti, in calo del 2,2% rispetto al 2023).

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Ovviamente i sinistri sostenitori di un cinema inteso come necessario investimento culturale, con le sale vuote e la pancia piena solo di chi si becca le sovvenzioni, cercano di rinverdire i fasti della loro ben nota egemonia culturale de’ noantri, hanno immediatamente trovato in Elly Schlein una testimonial di prima grandezza. Raccolta immediatamente la supplica di Pupi Avati, che ha chiesto alla segretaria del Pd di incontrare la Meloni e Giorgetti per parlare del cinema italiano, la Schlein così gli risponde in un video: “Abbiamo già presentato una proposta di legge per salvare e rilanciare il cinema italiano, pronta a discuterne con il governo. E congratulazioni!”. Un fulgido esempio di comicità politica di alto livello che, sebbene farà raggiungere alla nostra pasionaria con tre nazionalità l’ambita stanza dei bottoni, potrebbe aprirle la strada per una fulgida carriera di attrice nel nostro inguardabile cinema sempre più caratterizzato da un indigesto impegno politico e sociale.

Claudio Romiti, 20 maggio 2025

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