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Siamo tutti Charlie Hebdo? Purtroppo no - Seconda parte

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Da quel momento, l’islam gode di uno statuto speciale: non si critica, non si deride, non si tocca. L’idea che la libertà d’espressione possa subire limitazioni fino all’altro ieri inconcepibili ora sembra più normale. Da quel momento, diventa plastica l’idea di un’unità politica ormai irraggiungibile di fronte ai temi chiavi della nostra epoca. Quando la Repubblica francese scese in piazza per manifestare, la destra del Fronte nazionale finì fuori dal corteo e con essa la percentuale altissima dei suoi elettori, bollati di razzismo. Ammesso e non concesso che lo fossero e lo siano, escluderli fu certamente ricacciarli volenti o nolenti proprio nell’area degli estremisti con i quali non si può condividere neppure il dolore.

Siamo dunque tutti Charlie Hebdo? Risposta negativa: chi pubblicherebbe oggi vignette satiriche come quelle costate la vita a diciassette persone quel 7 gennaio 2015?

Alessandro Gnocchi, 7 gennaio 2020

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