Sicurezza e realtà

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato (7)

Qui al bar, della presunta svolta autoritaria del governo, abbiamo già parlato. Ma tra gli argomenti contro i decreti sicurezza c’è anche quello della indebita moltiplicazione di fattispecie penali e della legislazione che insegue la cronaca per nascondere l’incapacità.

Come al solito, proviamo a essere semplici. Creare una marea di reati è inutile e controproducente; agire sulla scorta di emergenze percepite è pericoloso; ma se non bisogna inseguire la cronaca, bisogna però stare dietro alla realtà. E la realtà ci parla di un intoppo nel sistema che, spesso, sta al livello dei magistrati: le norme esistono, gli agenti operano, ma poi chi dovrebbe assicurare alla giustizia i criminali indossa il guanto di velluto, specie se sono antagonisti di sinistra. E così, con le leggi, si cerca di ridurre l’arbitrio di certe toghe. Funzionerà? Vedremo. Sarà costituzionale? Beh, che si preoccupa dei diritti costituzionali di gente che gira con le mazze o ha creato disordini in precedenti manifestazioni, dov’era quando la Costituzione fu chiusa in un cassetto, in nome dei green pass?

Il barista, 10 febbraio 2026

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