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SIMEST motore delle Pmi del Made in Italy nel mondo

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Dopo la profonda recessione del 2020 provocata dalla pandemia, il graduale ritorno alla normalità nelle relazioni economiche e commerciali mondiali è stato bruscamente interrotto dallo scoppio del conflitto in Ucraina. Oltre al dramma di lutti, profughi e distruzioni che l’invasione russa in Ucraina ha prodotto, sono molto serie le ripercussioni sul piano economico che si stanno registrando in Europa e nel resto del mondo.  In questo scenario complesso, è stato fondamentale il supporto da parte di tutte le istituzioni del Sistema Paese per sostenere le imprese e permettere loro di continuare ad avere la giusta solidità finanziaria per investire e per rinnovarsi, mantenendo un presidio efficace dei mercati strategici e spesso migliorando la propria forza competitiva. Si tratta di un lavoro avviato nel giugno 2020 con il Patto per l’Export e che continua ad andare avanti.  In questo contesto, un ruolo rilevante è stato giocato da SIMEST, la società del Gruppo CDP che da oltre 30 anni sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane. In particolare, il Fondo 394 – che SIMEST gestisce in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per l’erogazione di finanziamenti agevolati – è stato designato quale strumento attuativo in prima linea a supporto del sistema imprenditoriale italiano, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese.

 

I finanziamenti durante il Covid e la spinta al Sud

E’ così che tra il 2020 e il 2021, negli anni di piena crisi sanitaria, sono state sostenute oltre 10.200 imprese, deliberando più di 16.000 operazioni di finanziamento agevolato per circa 4,6 miliardi di euro. Un’attività più che decuplicata rispetto agli anni pre-Covid, a testimonianza dell’importanza che gli strumenti di SIMEST hanno avuto per le imprese italiane in questa difficile congiuntura. Un sostegno che è stato potenziato dalle nuove risorse stanziate successivamente, a ottobre 2021, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr): 1,2 miliardi di euro per promuovere, in linea con le priorità del Next Generation EU, gli investimenti delle PMI in transizione digitale ed ecologica, con il riconoscimento di particolari premialità per le imprese del Sud Italia. SIMEST ha ricevuto così, in poco più di 6 mesi di operatività, quasi 12mila domande di finanziamento per più di 2,2 miliardi di euro, una cifra ben superiore a quella stanziata, sospendendo, pertanto, la ricezione di nuove richieste in anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto. Si tratta di un risultato eccezionale, soprattutto per quanto riguarda il pieno utilizzo della “Riserva Sud”: le imprese del Mezzogiorno, il cui ricorso alla finanza agevolata fino ad oggi non superava il 10%, hanno inviato richieste per un valore superiore alle risorse loro dedicate (il 40% del totale delle disponibilità). 

 

Guerra in Ucraina, via ai finanziamenti a tasso zero

Nell’equilibrio attuale profondamente scosso dal conflitto russo-ucraino, il Fondo 394 è stato ancora una volta individuato come strumento a diretto sostegno delle imprese. A partire dal 12 luglio e fino al 31 ottobre, le imprese esportatrici verso i Paesi coinvolti (almeno 20% dei ricavi realizzati verso Russia, Ucraina e Bielorussia) che hanno subito un calo del fatturato legato alla situazione geo-politica, avranno la possibilità di accedere a un finanziamento a tasso zero con una quota a fondo perduto fino al 40%. E’ inoltre in fase di definizione un analogo sostegno per quelle imprese i cui approvvigionamenti erano fortemente dipendenti da tale aree e che sono state costrette a fronteggiare forti rincari dei prezzi alla ricerca di forniture provenienti anche da geografie più remote.

 

Un azionista istituzionale, il Fondo di Venture Capital

Ma il ruolo di SIMEST a supporto dell’internazionalizzazione delle PMI italiane non si esaurisce alla sola erogazione dei finanziamenti agevolati, ma si estende anche all’ingresso nel capitale delle aziende, acquisendo partecipazioni di minoranza di medio-lungo termine in progetti di espansione oltreconfine. SIMEST è infatti un partner istituzionale che accresce il livello di credibilità delle imprese, agevolandone l’interazione con le autorità del Paese di proiezione, ma che, allo stesso tempo, non interviene nella governance e nella gestione, domandate all’imprenditore. Il portafoglio conta circa 240 progetti in tutto il mondo, il 10% circa portate avanti con imprese del Sud Italia, per più di 770 milioni di euro. Un supporto ancora più vantaggioso grazie alla possibilità dell’intervento parallelo e a condizioni particolarmente favorevoli del Fondo di Venture Capital, gestito per conto del MAECI. A tale fondo è stato assegnato dalla legge di bilancio un nuovo ambito di operatività, ovvero la possibilità di investire in start-up e PMI innovative, vera fucina di innovazione per il nostro Paese, supportandone il processo di internazionalizzazione.

 

La spinta al made in Italy

SIMEST, inoltre, è impegnata a sostenere e potenziare anche il nostro export, erogando contributi per permettere agli esportatori italiani di beni strumentali di offrire condizioni più vantaggiose ai propri committenti esteri e di accrescerne, ancora una volta, la competitività internazionale. 

Un impegno costante e sempre focalizzato ad accrescere la presenza del Made in Italy nel mondo, che diviene un obiettivo di fondamentale importanza in un momento come quello attuale di particolare instabilità del quadro geopolitico e dei mercati internazionali. 

 

 

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