
In meno di ventiquattr’ore, siete già ampiamente riusciti a rompere il c… ai calabresi. Se la prossima volete che votino diversamente, provate a proporgli un candidato che almeno sappia che dal 1992, e non da ieri, le province calabresi sono cinque e non tre, che non prometta sussidi a pioggia e poi settemila assunzioni nei forestali – che manco nella prima Repubblica – e poi l’abolizione del bollo auto, oltre al fondamentale, per le sorti della regione, riconoscimento della Palestina.
E che possibilmente in Calabria ci viva, o che quantomeno vi abbia la residenza per potersi votare egli stesso e che non se ne possa tornare poi, una volta sconfitto, a prendere 15 mila euro al mese a Bruxelles, per cui sticazzi di come va a finire. Ecco, prima di rompere le palle ai calabresi per il loro voto, provate a fare questo. Provate a trattarli come soggetti pensanti e non come dei reduci sottosviluppati di una comunità paleolitica. Provate, in pratica, a dargli un candidato credibile e non calato dall’alto in una logica di pesi e contrappesi di potere nel campo largo delle opposizioni, che porta a risultati grotteschi.
Fatto questo e ancora una volta sconfitti, allora potrete prendervela coi calabresi. Ma fino ad allora tacete, che non siete nessuno per pretendere che i calabresi, ancora e ancora e sempre, debbano accontentarsi del “male minore”.
Guglielmo Mastroianni, 7 ottobre 2025
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