
Non c’è niente di strano se la sinistra dei parassiti sciacalla sul killeraggio di uno che aveva le sue idee, discutibili come tutte le idee, ma la cui intolleranza, la cui violenza si limitava ad esporle accettando ed anzi cercando il contraddittorio: dimostrami che sbaglio. L’esatto contrario della sinistra che non accetta il confronto, è storicisticamente, messianicamente convinta di avere tutte le ragioni e, se uno la contesta, o lo censura o lo demonizza o evoca il terrorismo che risolve la questione. No, non c’è niente di strano, eppure continua a fare schifo la viltà degli umanitari, lo squallore della loro malvagità, la vigliaccheria della malignità: se l’è cercata, chi semina vento, sapeste come godo.
A dirlo, notori impotenti, fluidi mascherati, esibizionisti, gente incapace di reagire a un ceffone: il solito gioco dell’assassino reale che trova il coraggio per chi non ce l’ha, per chi uccide “solo” a parole. Il solito gioco dei compagni che sbagliavano, volendo dire il contrario, non sbagliavano affatto e noi siamo con loro. A scorrere i giornali in questi giorni, dai finti moderati del Corriere ai fogli di estrema sinistra che vanno dal Domani al gruppo Gedi, dall’Unità al Fatto della pubblicità alla Regione Sardegna, c’è da patire il rigurgito della nausea: e il messaggio vero, il non detto, è chiarissimo dietro il compiacimento per un trentenne padre di due figli morto ammazzato in diretta: state attenti, voi dalla parte sbagliata, che fate la stessa fine. O del parlare a Trump perché Meloni intenda.
La lotta politica questi la intendono così, la praticano cosi: non conoscono altro modo, ed è il modo dei bimbiminkia violenti e infingardi. Il sicario è uno dei loro, un fallito che non si accettava, uno tra gender e antifà che recitava la giaculatoria del “Bella ciao” perfino sui proiettili: ma, vergognandosene come chi rompe lo specchio, la buttano sulle armi che sparano da sole, e sempre da destra. Il problematico assassino Tyler per chi voterebbe in Italia? Ma riescono nello stesso tempo ad esaltarlo e rinnegarlo. Nessuno stupore e nessuno sconcerto – non cambiano, non possono cambiare – ma una consapevolezza disincantata si impone: la sinistra è questa e solo questa, non deve stupire e non deve illudere; di generazione in generazione si tramandano l’odio nella viltà, come quei genitori che 40 anni fa esaltavano le Brigate rosse e oggi si sentono orgogliosi dei figli che vogliono appendere capovolta la Giorgia di turno (potei fare nomi e cognomi, produrre chat tristissime a partire dal mio vecchio liceo Carducci).
Sono gli stessi che in tempo di pandemia non tolleravano altra possibilità dal ricatto, o ti inoculi o sparisci, evocavano i tso e le torture, la galera dura per i dissidenti e, confortati dell’incredibile frase presidenziale, “Non si invochi la libertà”, dicevano che la democrazia era un reato, che era incompatibile, desueta. Oggi vorrebbero tornare alla dittatura, ma, come hanno promesso, “senza spiragli”. Proprio Mattarella di fronte al crollo di una Ue che frana sulle sue macerie e auto indotte macerie, non trova di meglio che rievocare ancora lo spirito e il manifesto di Ventotene, una teorizzazione stalinista avvolta nella stagnola di un falso liberalismo. Allora occorre capire che con questa gente ogni confronto è inutile e deleterio: questi vogliono solo ammazzarci, e godono se succede. Come quel povero fallito che di fronte allo sbocco di sangue di Kirk deve mettersi in mezzo, farci sapere che i suoi inutili genitali fremono. Ed è una conclamata mezzasega che scappa davanti a un ragazzino.
La sinistra difende i sicari, i maranza tagliagole, sovvenziona i pipatori di crack, se due rapinatori si impastano da soli in una fuga a 150 all’ora si commuovono, si scagliano contro la polizia che li insegue, difendono con ardore fanatico le groupie di Hamas, le occupatrici accusate di tentato omicidio, censurano il filmato di un cannibale afroamericano che scanna una ragazzina ucraina, rifugiata, lo tengono in fama di vittima e eroe, ma il filmato di Kirk al quale una fucilata fa scoppiare la gola, quello lo riproducono, lo mitragliano, ne fanno una mitologia volgarissima, da casino di infimo ordine, “ah, come mi fa sborrare”.
La sinistra cannibale, la sinistra zombie è sempre stata questa mediocrità sfigata, questa miseria rivoltante con tutte le sue patetiche pretese di superiorità etica, morale e culturale: tra il finto intellettuale raffinato da prima pagina e la nullità militante dai denti gialli non c’è nessunissima differenza. Sono geneticamente modificati dalla intolleranza furiosa marxista “io ti schiaccerò, io avrò sempre ragione”, sono psicotici e lo rivendicano, sono incompatibili con qualsiasi forma di coesistenza, tolleranza, dissenso e, in definitiva, democrazia. “Vede, giudice, io sparo al simbolo, se dentro la divisa c’è un essere umano io che colpa ne ho? E non è un essere umano, è un nemico da abbattere”. Ieri poteva chiamarsi Aldo Moro, Carlo Casalegno, Guido Rossa o, più avanti, Pim Fortuyin o, in forme diverse, Giuseppe de Donno, o il poverocristo senza storia e senza difese, insomma chiunque si sia distinto dal conformismo dei buoni sanguinari; oggi tocca a un Charlie Kirk, avanti il prossimo, sotto a chi tocca. Dimostrami che sbaglio.
Max Del Papa, 14 settembre 2025
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