Sinistrati

Ogni giorno un po’ di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato macron sanchez

Anche qui al bar è arrivato settembre e stiamo un po’ male, ma i miti della sinistra non stanno bene per niente. Emmanuel Macron, il tecnocrate prefabbricato per far coagulare le forze antifasciste a protezione della Quinta repubblica contro i lepenisti, si attacca disperatamente allo scranno mentre, intorno a lui, tutto crolla. Compreso il sesto governo da lui incaricato.

Intanto, Keir Starmer, l’uomo capace di sfrattare da Downing Street i conservatori dopo 14 anni di dominio, nel giro di pochi mesi si è giocato il consenso degli inglesi e mezzo gabinetto, che ha dovuto rimpastare, mentre le sue politiche oscillano tra una distopia woke e la brutta copia del sovranismo di Nigel Farage, di cui il premier laburista sente il fiato sul collo.

Lo spagnolo Pedro Sachez, mito assoluto di Elly Schlein, è questa roba qua: ha un esecutivo che si regge su un patto scellerato con gli indipendentisti, è ai ferri corti con la magistratura (sì, come fosse un Silvio Berlusconi qualunque!) e in politica estera è un impresentabile attivista anti Israele, al limite dell’ambiguo sul sostegno ad Hamas.

Dal resto del continente che conta, la sinistra è pressoché sparita e non sta più nemmeno in America. Resiste in Toscana, Emilia-Romagna, Puglia… roccaforti di un potere più che di un’idea. Di quelle, la leader della sinistra italiana ne ha poche. Ma confuse.

Il Barista, 9 settembre 2025

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