Una volta tanto i giornali progressisti che sostengono l’assistenzialismo nelle arti hanno scoperto il sacro fuoco dell’indignazione e per denunciare l’allucinante sponsorizzazione del presunto killer di Roma, il misterioso Kaufmann, procedono come segue: “Lo Stato (o il governo) ha finanziato un assassino”. Senza specificare, fin che possono, che il governo era il Conte 2 nella funzione del ministro culturale Franceschini, piddino.
Si vede che è una prescrizione della magna Carta di Roma, come quell’altra che vieta di specificare la matrice esotica dei criminali. Il risultato è che il lettore labile, distratto, tende a prendersela con la solita, quella in carica adesso, o, nella migliore delle ipotesi, a concludere che tanto sono tutti uguali, è tutto un magna magna. Saranno tutti uguali, ma la faccenda ha del grottesco e conferma che più la sinistra latra e più è sfigata, però continua a latrare. Ricordate il caso Elio Germano? Settimane a tuonare contro questo regime che reprime le arti, cioè non sovvenziona come prima inetti, raccomandati e parassiti, perfino quella aspirante stellina di carta della De Angelis che si sente in dovere di infliggerci la sua intemerata sulla “repressione” e poi rosica per un premio in condominio con quell’altra, cantante per caso, attrice per caso, attivista per caso, tutto per caso, la Elodie con la bandiera palestinese sul palco; questi istrioni da commedia pariolina da frigorifero ricordano un po’ i convenuti al Concilio di Vienna, le posate in mano: “Abbiamo fame! Abbiamo fame!”. Lo sa questa De Angelis che (pateticamente) se la tira quanti miliardi, non milioni, miliardi sono stati bruciati in operette immorali che nessuno si è cagato, a spese della collettività?
Poi viene fuori che con incredibile leggerezza “lo Stato”, cioè il ministero di Franceschini, il piddino, sotto il premier Conte, grillino, ha sganciato pronta cassa quasi 1 milione di euro ad uno che non esisteva: falso il regista, falsa la società di produzione, falsa pure l’identità. Ma al ministero, prima di mollare la gnocca, nessuno si perita di fare un controllo su chi ha davanti? No, tanto mica sono soldi loro, la logica clientelare è inveterata (e prende piede, ovviamente, anche a destra, è un costume burocratico condiviso), arriva il primo farabutto a parole artista, progressista, e si apre ‘a borza, tu chiamala se vuoi malversazione, se no dabbenaggine.
Salvo scoprire, 5 anni dopo, che quei soldi sono finiti in tasca a uno che non esiste, un americano a Roma che però continua con le sue tresche fino a trasformarsi in cannibale: prima fa fuori la compagna, anche quella avvolta nel mistero, una hacker? Una spia finita in disgrazia, andata di testa, ridotta a clochard? Poi, per buona misura, anche la loro creatura che passa un calvario, uno strazio di giorni che nessuno saprà mai davvero prima di finire strangolata in una residenza storica, all’aperto della Villa Pamphili.
A uno così “lo Stato” ha concesso circa 1 milione di euro per una pellicola fantasma: qualcuno si spiega? Si scusa? Si dimette? Ma vai: sempre in sella con più tracotanza di prima. Fossimo un Paese non serio, non normale, non decente, ma almeno non demente, faremmo sì uno sciopero globale totale, un casino epocale: Franceschini e Conte, mai più, sparite dalla vista, è già tanto che non vi portiamo in ceppi alla rocca di San Leo. Perché bisogna essere dei disgraziati, proprio. Invece la sinistra sfigata ma strafottente continua, catafratta a qualsiasi vergogna. La leggerezza con cui si sprecano denari pubblici ha dell’inverecondo, ricorda più certi regimi tribali africani, ma del secolo scorso, che una democrazia inserita nel contesto occidentale.
Max Del Papa, 20 giugno 2025
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