Consiglio non richiesto ai politici di tutto il mondo che intendono restare il più possibile sulla cresta dell’onda: non fate come Emmanuel Macron. Perché se uno pensa al consenso unanime con cui venne osannato quando, sulle note dell’Inno alla Gioia, prese possesso dell’Eliseo, viene da mettersi le mani ai capelli registrando il suo attuale declino. In otto anni è riuscito a disperdere tutto: l’apprezzamento dei media (solo quelli italiani resistono spaventati dall’incubo Le Pen), il sostegno degli elettori (scomparso da tempo) e in generale dei francesi che oggi gli hanno fatto raggiungere un nuovo record. Negativo.
Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Verian per Le Figaro Magazine, infatti, l’indice di fiducia nel marito di Brigitte è sceso all’11%, lo stesso risultato di François Hollande alla fine della sua triste carriera da presidente. In quanto a credibilità sta forse messo meglio Matteo Renzi, il che è tutto dire.
Peggio di così non potrebbe andare. Ma in fondo sono mesi che il galletto d’Oltralpe non ne azzecca una. Cinque anni fa disse che la Nato era in stato di “morte cerebrale” e oggi è più combattiva che mai, pronta a riarmarsi fino ai denti. Ha provato a riportare la Francia tra i grandi del mondo e da Biden a Trump, gli Stati Uniti lo hanno rimesso al suo posto. Quando ha tentato di siglare da solo la pace tra Ucraina e Russia, Putin l’ha umiliato tenendolo a distanza con un tavolo di dodici metri. Recentemente s’è messo in testa di riconoscere la Palestina, mossa inutile e rischiosa, e poco dopo gli Stati Uniti hanno siglato per davvero il cessate il fuoco sconfessandolo su tutta la linea.
In politica interna le cose non sono andate meglio. Emmanuel il Grande ha dovuto affrontare i Gilet Gialli, le proteste sulla riforma delle pensioni, gli è andata a fuoco Notre Dame e i ladri si sono pure fregati i gioielli di Napoleone al Louvre. Per non parlare delle elezioni: alle Europee ha preso una scoppola, quindi ha sciolto l’Assemblea, ha chiamato al voto gli elettori, ha fatto patti col diavolo (sinistra radicale) pur di non far trionfare Bardella-LePen, ha finto di vincere, ha cambiato più premier che mutande e infine s’è rifiutato categoricamente di guardare in faccia alla realtà.
E la realtà dice che l’89% dei francesi non si fida di lui. Dotti intellettuali, fosse successo in Italia, avrebbero già chiesto a Sua Francesità di mollare la poltrona e di dimettersi perché ormai “non più in sintonia con il Paese”. Ma per fortuna lì hanno il presidenzialismo, quindi Macron può fare come gli pare. Ma guai a parlare di “democratura”.
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