Ci sono cose talmente ridicole che ti fan passare la voglia di scherzare, tipo: Jasmine Trinca, una che eroga sciocchezzuole col sussiego di chi non le conosce (e in cui non crede) e la gestualità scomposta di chi ha trincato a sproposito: “Ah, io sono contro il capitalismo e la produttività”. Così, a bordo di uno straccetto da 1100 euro di Prada.
Nello stesso momento, allo stesso Festival del Cinema (è tutto un cinema…), la collega bengalese Azmeri Haque, che non è contro il capitalismo produttivo ma, più modestamente, contro il regime liberticida del suo Paese, viene presa a sberle e peggio aggredita da alcuni connazionali; ma Jasmine non c’era, era già fuggita, come racconta il sommo Mascheroni, su uno yacht di produttori con l’amico imprenditore.
Un’altra faccenda ridicola, ma non divertente, è l’altra suffragetta di celluloide, e speriamo non di cellulite, la Greta (nomen omen) Scarano che teatralmente (è tutto un teatro…) sul red carpet fasciata nel red dress si pitta in faccia col red lipstick “per fermare” i femminicidi in Italia. Che, anche se sotto la media europea, sono sempre troppi, circa uno ogni tre giorni, e sarebbero troppi anche uno all’anno; solo che Greta evita accuratamente di distinguere fra orchi nostrani e stranieri e così pure di cogliere l’incidenza di quei femminicidi appena meno cruenti che sono gli stupri, le molestie, gli abusi, le taharrush gamea di ispirazione islamica. Poi sbarca una flotilla di apprendisti teatranti, ricevuti appena da giornalisti un po’ compiacenti e un po’ pietosi, e di Greta nessuna traccia: tornata anche lei in hotel, dove probabilmente si disperava per questo capitalismo bianco tossico, ma non troppo, insieme alla compagna d’arte e d’impegno e di rossetto Jasmine.
Cala, Trinchetta! Al Festival la fanno da padrone le eredi ed ereditiere della fannullona di Nanni Moretti, quella che faceva cose, vedeva gente, ma sempre a fondo perduto, con quel birignao da scinema romano lagnoso, impercettibile, insopportabile, ipervittimizzato, che “vuol vedere la lusce” in fondo al frigorifero. Tutte cose ridicole, grottesche, tragiche, ma dopo il tragico c’è il patetico.
Max Del Papa, 9 settembre 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


