Sei persone sono morte in una sparatoria avvenuta nel centro di Stade, città della Bassa Sassonia, in Germania: un centro di 50 mila abitanti ai confini con Amburgo.
ORE 14
Un portavoce della polizia ha dichiarato che sono stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco e che ci sono numerose vittime. Al momento le autorità non hanno reso noto il possibile movente della sparatoria né chiarito il contesto dell’accaduto. Stando alla Bild e a Ntv, la sparatoria sarebbe avvenuta in un centro giovanile: sulla Dankersstraße, la strada palcoscenico della strage, si trova un centro di accoglienza per ragazze incinta, giovani madri e minorenni.
AGGIORNAMENTO ORE 15
Attraverso i propri canali social, la polizia di Lüneburg ha chiesto alla popolazione di evitare la zona interessata. Le indagini proseguono e sono attesi ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore. “Secondo quanto emerso dalle indagini, un omicidio è avvenuto in una struttura di accoglienza per minori in Dankersstrasse, provocando diverse vittime. Cinque persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite. Nell’ambito delle immediate operazioni di ricerca e intervento, sono stati arrestati due sospetti, tra cui il presunto autore della sparatoria. Le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e la sequenza esatta degli eventi sono in corso. Non sussiste alcun pericolo per la popolazione”, ha scritto sui propri canali la polizia.
AGGIORNAMENTO ORE 17
In un successivo aggiornamento ai media, la polizia ha spiegato che sono tutte adulte le cinque persone morte: in base ai primi riscontri, si sarebbe trattato di “omicidio in una struttura di assistenza per minori”. Le identità dei due fermati non sono state rivelate e il movente dell’attacco è ancora ignoto. “Secondo le prime indagini, l’autore del reato, già arrestato in precedenza, è il principale sospettato. Altre due persone sono attualmente sotto inchiesta. Il loro coinvolgimento nel crimine è oggetto di indagine. Al momento, cinque persone sono morte sul posto e una sesta è deceduta in ospedale a causa delle ferite riportate. Tutte le vittime erano maggiorenni”. Le due donne fermate con l’uomo sospettato del crimine, secondo quanto si evince, erano conoscenti del principale indagato.
Articolo in aggiornamento
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