Le immagini del poliziotto della penitenziaria che spara tre colpi contro il fuggitivo in manette le avete viste tutti. Erano sui quotidiani italiani. Davano il senso che l’agente, come ipotizza la procura che l’ha indagato, abbia cercato di ammazzare il magrebino. Tentato omicidio. Ma c’è un prima rispetto a quel video. Una parte potete vederla qui sotto, e mostra il momento in cui l’uomo cerca di scappare dalla custodia, prende un estintore e inizia a spararlo all’interno dell’ospedale. Ma soprattutto ci sono le parole di un testimone, un medico, che si schiera a difesa del tutore dell’ordine e racconta “l’altra faccia della medaglia” della sparatoria nel pronto soccorso di Prato.
La testimonianza
“Io ero lì – racconta il sanitario in un post social – Sono il medico che ha assistito alla scena davanti al bancone. Il poliziotto era stato preso brutalmente a pugni fino al secondo prima, dopo che quello aveva comunque sparato l’estintore dentro il triage”. In fondo uno degli agenti ha riportato la frattura a una mano con una prognosi di trenta giorni, l’altro – quello indagato per tentato omicidio – dovrà stare a casa per 10 giorni per recuperare dalle ferite. “È una vergogna – aggiunge il medico – Quel poveraccio rischia di perdere il lavoro e forse farsi pure la galera per averci difeso, per averci tutelato e salvato la vita. Non dovrebbe essere nemmeno indagato. Ha fatto solo il suo dovere. Quel criminale era agitato, aggressivo e pericoloso. E l’ha immobilizzato dopo numerosi tentativi, provocandogli una ferita minima peraltro. Onore e rispetto per la polizia”.
La dinamica
La procura intanto sta cercando di ricostruire tutte le fasi dell’evento. Il 22enne, arrestato per aver tentato di introdurre hashish e cellulari nel carcere di Prato, era stato accompagnato al pronto soccorso dopo essersi ferito durante il fermo. Lì ha cercato nuovamente la fuga. Il giovane ha usato un estintore contro gli agenti, provocando il panico, quindi ha cercato una via d’uscita nella zona delle ambulanze, che però era chiusa. Uno dei poliziotti penitenziari ha esploso tre colpi: uno ha raggiunto il fuggitivo alla gamba, mentre secondo la difesa gli altri due sarebbero stati sparati a scopo intimidatorio. I filmati diffusi, tuttavia, non mostrano spari verso l’alto. La Scientifica dovrà ricostruire l’accaduto. Intanto resta da chiarire un possibile collegamento con una rissa avvenuta nello stesso carcere.
Il poliziotto ha assicurato ai suoi legali di aver “esploso due colpi di avvertimento in aria e infine un terzo verso il ragazzo” perché “sentiva invocare aiuto dal suo collega”. Per lui non è stato applicato lo “scudo penale” previsto dal governo Meloni, cioè l’iscrizione in un registro speciale, ma si è passati direttamente allo stato di indagato per tentato omicidio. Il pm è convinto che l’agente abbia “agito deliberatamente per colpire il cittadino marocchino sparando e mirando per colpirlo” e quindi nulla farebbe presumere “una causa di giustificazione” per l’uso dell’arma di ordinanza. Domanda: ma se la pistola d’ordinanza non può essere utilizzata neppure in queste situazioni, e diventa “tentato omicidio” avendo fermato un fuggitivo alterato ferendolo alla gamba (peraltro in un pronto soccorso), a cosa la forniamo a fare ai poliziotti? Per fare scena?
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