Starmer fa da stampella a Macron, l’annuncio: “Riconosciamo la Palestina”

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Negli ultimi giorni, la questione sulla nascita di uno Stato palestinese è tornata centrale nel dibattito internazionale. Emmanuel Macron, presidente della Francia, e Keir Starmer, premier del Regno Unito, hanno ufficialmente annunciato l’intenzione di fare un assist ai palestinesi. Prima il Presidente francese, liquidato da Trump. E ora il premier inglese che sembra quasi andare in soccorso dell’Eliseo rimasto isolato in questi giorni.

La Francia annuncia il riconoscimento ufficiale della Palestina

Il 25 luglio 2025, Emmanuel Macron ha scritto che la Francia riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina a settembre, nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Macron ha pubblicato su X e Instagram: “Fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Farò l’annuncio formale all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo settembre.” Jean-Noël Barrot, ministro degli Esteri francese, ha chiarito che questa scelta non rappresenta una ricompensa per Hamas. Secondo Barrot, riconoscendo la Palestina, la Francia “dà torto a un movimento terrorista e dà ragione al campo della pace contro quello della guerra”.

La posizione degli Stati Uniti e le reazioni internazionali

Marco Rubio, segretario di Stato americano, aveva dichiarato su X: “Gli Stati Uniti respingono fermamente il piano di Macron di riconoscere uno Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”. Rubio ha aggiunto che questa decisione “alimenta la propaganda di Hamas e ostacola la pace” definendola “uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre”. Intanto, il governo tedesco sostiene che non intende riconoscere lo Stato palestinese nel breve periodo. Stefan Kornelius, portavoce del governo tedesco, ha affermato che la Germania non ha questa intenzione per ora.

Dal canto suo, Keir Starmer, premier britannico, aveva mantenuto una posizione prudente fino a queato momento, precisando che Londra è impegnata a riconoscere la Palestina solo “quando saranno raggiunte le condizioni della statalità”.

La nuova svolta del Regno Unito e le condizioni poste a Israele

Oggi, però, la svolta: Keir Starmer ha ufficializzato che il Regno Unito riconoscerà lo Stato palestinese entro settembre, in occasione della prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il primo ministro ha dichiarato questa intenzione a meno che Israele non assuma impegni chiari. Ha menzionato alcuni punti imprescindibili: cessate il fuoco a Gaza, nessuna annessione in Cisgiordania e un processo verso la soluzione dei due Stati. Starmer ha sottolineato che la situazione a Gaza sta diventando “intollerabile” e che la soluzione a due Stati “è in pericolo”. Ha anche aggiunto che l’obiettivo rimane assicurare la sicurezza sia di Israele sia di uno stato palestinese “vitale e sovrano”.

Le risposte d’Israele

Il ministero degli Esteri israeliano ha criticato la nuova posizione britannica, affermando che il cambio di rotta “costituisce una ricompensa per Hamas e danneggia gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un quadro per il rilascio degli ostaggi”. Nel frattempo, la Francia ha annunciato il lancio di 40 tonnellate di aiuti sulla Striscia di Gaza. Jean-Noël Barrot ha dichiarato che questi lanci avverranno in collaborazione con le autorità giordane, tramite quattro voli. Sono in totale 700 tonnellate di farina italiana in arrivo dalla Giordania verso Gaza, nell’ambito del programma “Food for Gaza”, oltre alle 800 tonnellate già inviate nei giorni precedenti.

L’Italia ribadisce la necessità di due Stati e maggiori aiuti per Gaza

Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri italiano, ha ribadito che l’Italia sostiene la soluzione di “due popoli e due Stati”. Tajani ha dichiarato che l’eventuale riconoscimento di uno Stato palestinese deve avvenire solo se anche la Palestina riconoscerà contestualmente lo Stato d’Israele. Tajani ha anche sottolineato che l’Italia “è il Paese che ha accolto più rifugiati da Gaza”. Ha chiesto “un immediato cessate il fuoco” e ha ricordato: “Non possiamo più accettare carneficine e carestia”.

Le reazioni dei paesi mediorientali

L’Arabia Saudita ha definito “storica” la decisione francese, auspicando che altri paesi seguano l’esempio di Parigi. Il ministero degli Esteri saudita ha spiegato che questa iniziativa riafferma “il consenso della comunità internazionale sul diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e sulla creazione di uno Stato indipendente sui confini del 1967”. In Gran Bretagna, mentre alcuni ministri spingono per azioni rapide come quelle della Francia, all’interno del Partito Labour si registra qualche divisione. Nel frattempo, fuoriusciti come Jeremy Corbyn e Zarah Sultana si stanno schierando in prima linea nella difesa della causa palestinese.

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