
Qui al bar, ogni tanto, festeggiamo le buone notizie, anche se sono arrivate troppo tardi. Il ministero dell’Interno britannico, dopo attenti studi e valutazioni, ha fatto una scoperta: perseguire i crimini d’odio non serve a niente. È una cagata pazzesca, avrebbe detto Fantozzi. Perciò, smetterà di inseguire (e magari di mandare in galera) chi scrive sui social che bisogna espellere i clandestini che delinquono. Finalmente. Una revisione delle politiche pensate per monitorare l’hate crime, infatti, è giunta all’imprevedibile conclusione che, spesso, gli agenti si ritrovavano a intervenire per delle semplici discussioni sui social network. Ma dai… Da ora in poi, gli “incidenti” online verranno tracciati soltanto se sono potenzialmente “rilevanti per le attività di polizia”. I conservatori inglesi dicono che è ancora troppo poco e probabilmente hanno ragione. È comunque qualcosa, visti certi precedenti: come il caso della moglie di un esponente Tory, che è stata sbattuta in prigione per un post su X, per cui tra l’altro aveva chiesto scusa, nel quale aveva invocato la remigrazione e, visibilmente urtata dall’ennesimo fattaccio di cronaca nera che riguardava uno straniero, con chiara iperbole, aveva aggiunto che “se questo è razzismo, io sono razzista”. Un po’ poco, ci sembra, per finire dietro le sbarre. Eppure, nella terra della Magna Charta libertatum, succede pure questo. Lo psicoreato, la psicopolizia, la neolingua: quello che scriveva George Orwell in 1984 somiglia a una profezia sugli anni Duemilaventi. Forse il premier laburista, Keir Starmer, si è reso conto che il suo gradimento è talmente precipitato, che non è più il caso di inseguire i parossismi del nuovo puritanesimo woke. Specie in un Paese che, invece, per anni ha occultato lo scandalo delle grooming gang, le orde di pedofili pakistani, in teoria perfettamente integrati, che in realtà stupravano le bambine. E che sono stati coperti dalla politica, la quale temeva di alimentare la xenofobia. Paese che vai, mondo al contrario che trovi.
Il Barista, 2 aprile 2026
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