
Si intitola “Investire” la prima tavola rotonda della nona edizione de La Ripartenza, l’evento ideato da Nicola Porro. Protagonisti di questo confronto sull’economia (ma non solo) Maria Pace Odescalchi – Presidente Associazione Dimore Storiche Italiane, Dario Scannapieco – Amministratore Delegato e Direttore Generale Cassa Depositi e Prestiti SpA, Emiliana Limosani, Riccardo Toto – Direttore Generale Renexia Spa, Matteo Sarzana – Country Manager Airbnb Italia e Sud Europa, Guglielmo Maisto – Docente di diritto tributario.
La mission di Cdp
Cassa Depositi e Prestiti ha un nome antico ma una funzione molto moderna, non ci sono dubbi. “È un’istituzione preunitaria, che quest’anno fa 175 anni”, ha ironizzato Dario Scannapieco in apertura, ponendo l’accento sulla mission dell’istituzione, articolata in cinque punti: finanziamenti alle imprese e alle infrastrutture; investimenti, “ha reti importanti e fa anche investimenti indiretti per fare crescere l’ecosistema italiano”; consulenza alla pubblica amministrazione, “aiutiamo a spendere bene il denaro”; mandate management, “aiutando lo stato o le regioni che hanno delle risorse per raggiungere certi obiettivi”; Development Finance Institutions, Cdp è “istituzione italiana della cooperazione internazionale”. Su quest’ultimo punto basti pensare al Piano Mattei: “Abbiamo oltre 1 miliardo di finanziamenti effettuati, abbiamo sedi aperte in Africa perché dobbiamo conoscere il territorio”.
“L’Italia sta mostrando grande resilienza e credibilità sui mercati finanziari. In questi giorni, per le prime volte lo spread del nostro Paese rispetto alla Germania sul quinquennale è diventato più piccolo di quello della Francia, il che vuol dire che c’è una maggiore affidabilità da parte del mercato internazionale verso l’Italia. In particolare, il Mezzogiorno negli ultimi anni è cresciuto molto e c’è un fiorire di nuove imprese” ha proseguito Scannapieco nel suo intervento alla Ripartenza: “C’è ancora molto lavoro da fare per attuare le riforme necessarie per mettere l’Italia su un sentiero di crescita maggiore e più sostenibile, però credo ci siano i presupposti per essere ottimisti. In questo scenario, Cassa Depositi e Prestiti aiuta le imprese, la Pubblica Amministrazione e offre servizi di advisor alle Regioni, affinchè, per esempio, i fondi strutturali possano essere spesi celermente e nel modo migliore”.
Dimore storiche, l’identità di un Paese
Neoeletta presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, Maria Pace Odescalchi ha acceso i riflettori “sull’identità del Paese”. “Nessuno può avere le nostre dimore storiche, 45 mila beni vincolati che rappresentano l’identità del nostro territorio” la sua analisi: “Siamo custodi di questi luoghi. Queste dimore non sono statiche. Dal 2021 al 2023 questi luoghi hanno portato un indotto di 1,9 miliardi sugli investimenti di restauro e di manutenzione. Insieme all’indotto turistico, i due comparti rappresentano il 2 per cento dell’occupazione”. I dati parlano chiaro: le dimore storiche nel 2024 hanno ospitato 35 milioni di visitatori. La Odescalchi è perentoria: “È un’offerta fondamentale per il nostro Paese”.
Il fenomeno Airbnb
Il tema affitti brevi è pressoché all’ordine del giorno e alla Ripartenza è ospite un volto di spicco del settore come Airbnb. Il Country Manager Italia e Sud Europa Matteo Sarzana ha snocciolato qualche dato: “Se guardiamo a livello Italia la percentuale di case che sono oggi sulle piattaforme, parliamo dell’1,1 per cento delle case totali. Di queste, quelle totalmente dedicate a Airbnb rappresentano lo 0,2 per cento. Oggi le case vuote in Italia sono dieci volte tanto le case messe a disposizione per gli affitti brevi”. I numeri variano in funzione delle città e anche delle singole zone, ha proseguito Sarzana, per poi soffermarsi su un altro dato interessante: “I turisti 80 notti su 100 le passano negli alberghi”. Ma chi porta queste persone nei centri storici? “Senza Airbnb mancherebbero alternative” il suo giudizio. I numeri anche in questo caso parlano chiaro: Airbnb genera come indotto per l’Italia 20 miliardi di euro. Ed “è tutto tutelato, è tutto tracciato, vengono versate le tasse”, ha rimarcato Sarzana.
Eolico ma non solo: la strategia Renexia
Grandi investimenti vengono fatti nel settore dell’energia che vede protagonista Renexia Spa. Il direttore generale Riccardo Toto ha posto l’accento sull’importanza delle rinnovabili: “I numeri parlano chiaro. I dati ci dicono che dobbiamo prendere l’energia da qualche parte. La possiamo prendere dal gas, ma non possiamo parlare di sicurezza. Ma possiamo provarle a creare dal vento e dal sole. Le rinnovabili costano meno delle altre fonti energetiche. Noi vogliamo andare d’accordo con il territorio e non pesare sulle tasche degli italiani. Il futuro verrà dalla Tunisia, abbiamo un progetto con grandi investimenti”. Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: “Chi pensa di fare solo un mondo di rinnovabili sbaglia, ci sarà sempre bisogno di un mix con il gas e con il resto”. No all’integralismo, è la linea guida: “C’è stato un pregiudizio sul fossile, così come c’è stato sul nucleare. Poi sta alle società come noi scardinare questi pregiudizi e portare avanti i progetti”.
La componente Fisco
Gli investimenti arrivano anche e sempre di più dall’estero. Da questo punto di vista è risultata vincente la strategia di attirare i “ricconi” con una tassa fissa, questa l’analisi dell’esperto Guglielmo Maisto: “Il Fisco osserva i comportamenti dei contribuenti e interviene dove c’è un potenziale. Chi viene da visitatore è interessato al nostro patrimonio artistico e culturale e potrebbe essere interessato a trasferirsi nel nostro Paese. Intervenendo con un incentivo fiscale, l’Italia ha attirato persone con patrimoni importanti”. “Abbiamo attirato 8 mila stranieri o italiani che erano all’estero, portando un gettito di un miliardo di euro” ha aggiunto Maisto: “Molte persone vengono in Italia anche perché hanno il desiderio di investire nella cultura e nell’arte. Magari c’è il banchiere che diventa scultore, oppure il mecenate che istituisce una fondazione o il magnate che vuole investire nelle dimore storiche”.
Il ruolo di Ita
Quando si parla di investimenti non si può non pensare a Ita Airways. “Noi siamo cresciuti in termini di destinazioni, ma non saranno mai sufficienti per coprire il fabbisogno. Noi l’anno scorso abbiamo trasportato 18 milioni di passeggeri, di cui il 45 per cento internazionali” la sottolineatura di Emiliana Limosani, che si è poi soffermata sull’importanza della componente business: “Non c’è solo il turismo, c’è anche la parte di business travel che è fondamentale. Noi siamo attorno al 40 per cento di business travel e al 60 per cento di turismo con le partenze dall’Italia, percentuali che diventano 30 e 70 con le partenze dall’estero”. Altro dossier centrale è quello della diffusione di aeroporti nel Paese, la Limosani è diretta: “Ce ne vogliono pochi e messi bene, nel senso che in Italia abbiamo tantissimi aeroporti e non ha senso polverizzare, andare a frammentare. Non possiamo servirli tutti, è bene collegare con dei servizi aggiuntivi”.
Franco Lodige, 11 luglio 2025
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