Sale l’angoscia per i connazionali di cui non si hanno ancora notizie dopo la devastante esplosione che nella notte di Capodanno ha colpito un bar a Crans-Montana, causando decine di vittime e un numero altissimo di feriti. A confermarlo è l’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, intervenuto telefonicamente a SkyTg24.
«Ci sono italiani di cui i familiari non riescono ad avere notizie al momento», ha spiegato il diplomatico, precisando che una cinquantina di persone si è radunata al centro congressi della località svizzera nel tentativo di ottenere informazioni sui propri cari. Cornado ha tuttavia invitato alla massima cautela: «Non posso azzardare stime sulle persone potenzialmente coinvolte. Potrebbe trattarsi anche di persone che semplicemente non hanno dato notizie di sé nelle ultime 24 ore o che magari non sono coinvolte in questa tragedia. Non possiamo fare speculazioni».
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Nel frattempo si è attivata la macchina dei soccorsi e della cooperazione transfrontaliera. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato, con un messaggio pubblicato su X, che sono in azione la Protezione civile della Val d’Aosta e la Regione Lombardia, la quale ha messo a disposizione il centro grandi ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano per accogliere eventuali feriti in condizioni critiche.
La gravità dell’accaduto, si parla di 40 morti e almeno 100 feriti, molti dei quali minorenni, ha avuto immediate ripercussioni anche sul piano istituzionale in Svizzera. Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha infatti deciso di rinviare il discorso di Capodanno, previsto per oggi a mezzogiorno. La decisione, comunicata dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca e rilanciata dai media elvetici, è un segnale della portata eccezionale della tragedia che ha sconvolto il Paese.
Mentre proseguono le indagini sulle cause dell’esplosione e il lavoro incessante dei soccorritori, resta sospesa l’attesa delle famiglie italiane che cercano risposte. Ore di apprensione, scandite dalla speranza che tra i dispersi ci siano persone semplicemente irraggiungibili e non coinvolte direttamente in quella che si profila come una delle più gravi tragedie di Capodanno degli ultimi anni sulle Alpi.
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