Se una cosa non va giù a Repubblica, si può star certi che è una cosa buona e giusta. A Repubblica, che pure la intervista, non piacciono le idee dell’attrice Jaqueline Bisset fra abusi e metoo, e, per quanto quelle idee possano essere confuse o contraddittoria, vanno apprezzate per il semplice fatto che Repubblica, giornale in disarmo, divorato da se stesso, non ha (e non propone) idee ma stereotipi, non ha opinioni ma narrazioni, non eroga pensieri critici ma conformismo woke. Sostiene Bisset, in sintesi, che lo stupro è una faccenda orribile, aberrante, e fin qui siamo all’ovvio dei popoli, ma che non tutto è stupro, che si è andati troppo oltre col fanatismo e magari con l’ipocrisia, che le signore femmine debbono anche stare un poco accorte, non è possibile la logica del voglio fare tutto quello che voglio fare poi me ne pento e mostro è sempre l’altro, che c’è in circolo una smania egocentrica con cui provocare e poi passare da vittime che non depone a favore delle donne, che le squalifica ed è controproducente: e qui siamo già all’intollerabile, all’estremamente discutibile come dice Repubblica.
Discutibile perché? Perché si rompe il conformismo del vittimismo, la narrazione woke che ha garantito per anni buone carriere, buoni affari e buone tirature fin che dura? Ma non è colpa del buon senso intollerabile della Bisset e neppure della esecrata Meloni gratificata dalle femministe vittimiste conformità con cartelli del seguente tenore: “meno femminilità e più melonicidi”, “ridacci Vanoni e prenditi Meloni“. Questo non è odiare, questo va bene? Avendolo io chiesto su X me ne sono arrivate illuminanti conferme da quanti con regolamentare bandierina palestinese, di Hamas, formazione patriottica e resistenziale che notoriamente rispetta le donne, le valorizza: ma finiscila, non è odio ma giustizia, quella deve crepare (e nessuno si sogna di bandirli dai social a differenza mia, bloccato 12 ore perché avevo commentato che l’unico rimorso dei balordi maranza che hanno storpiato un universitario a Milano è di non averlo finito: lo avevano ammesso proprio loro, sono uscite le intercettazioni “choc” che non scioccano nessuno, ma protestare serve a niente).
Bisset arriva, buona ultima, con la banalità della realtà che riequilibria anni, decenni di follia e ci arriva perché può arrivarci, perché finalmente quella dittatura del pensiero si incrina, mostra le crepe di ipocrisia e di follia. Ma incrinato non significa spezzato e i colpi di coda sono ancora forti, ci vorranno chissà quante altre robuste iniezioni di realtà, di sincerità, di coraggio nel dire che un uomo non è geneticamente un bruto e, d’altra parte, non può partorire anche se si percepisce puerpera. E che le donne possono essere carogne e vigliacche quanto gli uomini, a meno di non distinguere per razze, per genetica come pretendono quelli che contestano la genetica elementare degli atleti che si spacciano per femmine. Ma tutto questo passerà ancora a lungo per provocazione, eresia, qualcosa da maledire e per cui essere esecrato, dannato. Sono i flussi della pazzia umana che hanno andamento di maree e di risacca, così come arrivano un bel giorno si ritirano, spariscono, in attesa di tornare più assurdi e più velenosi. Che altro sarebbe la storia dell’umanità, che altro avrebbe voluto dire il Vico dei corsi e ricorsi storici se non la desolata constatazione che gli uomini sono incorreggibili nella loro follia, non imparano niente, se non a ripetere le aberrazioni in modo anche più atroce, con l’aiuto della tecnologia sempre più criminale? Anni, decenni di belle parole, di valori sbandierati, di divieti e di obblighi non hanno spostato di un millimetro il confine dell’aberrazione: ci si scanna come sempre, i ragazzini trucidano i ragazzini, gli abusi sessuali, quelli veri, si tingono di nuovi colori e di nuove metodologie, oggi c’è il revenge porn che sarebbe il ricatto sui filmini, sulle foto private, avanzato da mocciosi di dodici anni, ci sono le sirene che si mettono su onlyfans e poi vanno in televisione a fare le vittime del patriarcato, si fanno eleggere come vestali del femminismo, salvo rivelarsi, magari, erinni che pretendono di sterminarsi tra loro dopo aver sterminato i maschi, la decenza non solo sessuale, particolarmente sessuale è bandita, archiviata e tutto questo si pretende di risolverlo con i corsi di educazione erotica nelle scuole, che altro non sarebbero che insegnare agli infanti come scoprire precocemente la perversione, in un continuo dirottamento delle competenze che la politica, con le sue leggi sceme e liberticide tipo il consenso attuale per il maschio “geneticamente” criminale, delega ad una scuola già naufragata nel mare della burocrazia e sconvolta dai marosi del politicamente corretto, la scuola a sua volta rimpalla la responsabilità sulle famiglie, che gliela rinfacciano, sulle istituzioni, sui servizi sociali che sono antri di streghe pronti a ghermire fanciulli strappati dai giudici alle famiglie legittime col pretesto di una vita sana ossia quella ispirata a narrazione europeista, vaccini e cambiamenti climatici inclusi.
Siccome tanta idiozia dell’irresponsabilità e dello scaricabarile non regge, si arriva al cortocircuito del quale si fa avamposto Repubblica, sentinella in disarmo della stupidità nazionale e stupidità di chi si ostina a difendere una lettura fuori dalla logica, dal tempo, dal mercato; ma non mancano mai quelli che vogliono a tutti i costi affondare nel mare del fanatismo e della presunzione. Si chiamano comunisti, li davamo per estinti e imvece si replicano, in varie declinazioni ma con la medesima resiliente stupidità.
Max Del Papa, 25 novembre 2025
Le parole dell’attrice:
“Ho sentimenti molto contrastanti. Vivo in un posto dove molte donne cercano disperatamente di essere provocatorie a ogni costo, e non credo funzioni. Se non vuoi che un uomo abbia un’erezione, non devi provocarlo. È un atto primario, dato da Dio, un segnale di potenziale sessuale. Se vuoi essere al sicuro, non devi provocarlo continuamente, a meno che tu non lo voglia. Ci sono ambiguità, ingiustizie. Lo dico piano, perché altrimenti mi uccidono le donne del mondo, ma quando il cane fa pipì sul tappeto non butti via il cane: gli insegni dove deve farla. Non penso che gli uomini siano cani, ma credo che molti sì. Lo penso davvero. Non per colpa loro: è il modo in cui Dio li ha fatti. Mi piace l’idea che gli uomini siano entusiasti del sesso, ma odio l’idea dello stupro. È intollerabile. Le donne devono assumersi un po’ di responsabilità. Io sono sopravvissuta a Hollywood senza essere stuprata o avere situazioni gravissime. Alcune potevano esserlo, ma credo che il comportamento influenzi il risultato. A volte la vita è cattiva, ma è così. Detesto lo stupro, degli adulti e dei bambini, mi indigno profondamente. Ma vedo così tanta insicurezza, e il narcisismo che nasce dall’insicurezza è spaventoso
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@ Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


