Telecamere, zone rosse, divieti. Il Grande fratello di Gualtieri e Sala

Il progetto di controllo sociale dei sindaci di Roma e Milano fa acqua da tutte le parti e non tutela l'ambiente

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gualtieri sala

Roberto Gualtieri e Beppe Sala hanno aderito al progetto C40, il club dei sindaci “salvatori del pianeta” che, in nome della mitologia climatica, vogliono imporre come dobbiamo vivere: niente auto, niente viaggi, persino linee guida su come vestirci. È un progetto di controllo sociale, non di tutela ambientale.

Riempiono le città di telecamere, zone rosse, divieti, distorsioni sui carburanti: fanno aumentare il prezzo del diesel più della benzina quando tutti sanno che non inquina di più, consuma meno ed è essenziale per chi lavora. L’elettrico totale è una fantasia irrealizzabile: per produrre quella elettricità servono centrali nucleari o combustibili fossili. Altro che “zero emissioni”. Dietro tutto questo c’è una gigantesca costruzione ideologica, un pretesto per limitare la libertà individuale e dirigere la vita delle persone.

Le cosiddette “domeniche ecologiche” non servono a nulla. Il clima non lo modifichiamo noi. È propaganda. E poi ci sono i sedicenti “patrioti” di governo: FdI gioca a fare l’opposizione a tutto questo, mentre obbedisce a Bruxelles, che impone questa montagna di follie regolatorie. Ipocrisia allo stato puro. La verità è che se oggi Roma non è ancora una città recintata, con centinaia di migliaia di cittadini sequestrati perché non possono permettersi un’auto ibrida o elettrica, è solo grazie a noi Liberisti Italiani, liberali e libertari e ai comitati spontanei di cittadini che continuiamo a smontare questa narrazione autoritaria.

La libertà è sotto attacco. E noi continuiamo a essere l’unico fronte che non si inginocchia.

Andrea Bernaudo, 14 novembre 2025

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