Qui al bar i conti non vanno così bene da poterci permettere Sky o altre piattaforme a pagamento. Quindi la sera, invece di goderci il Milan o la Lazio, ci tocca accontentare di quello che passa il convento in tv. E visto che tra gli avventori ci sono pure dei finto acculturati, spesso finisce che alla domenica chiedano di fissare il canale su Report per godere (si fa per dire) delle inchiestone di Sigfrido Ranucci. Per questo siamo più o meno informati sull’enorme polemica da ieri infiamma i giornali e i social: il conduttore annuncia una puntata dedicata a Agostino Ghiglia, uno dei componenti del Garante della Privacy, accusato di svolgere il suo ruolo favorendo il suo vecchio partito FdI; e lui risponde diffidando Report dal mandare in onda le sue conversazioni private che – chissà come – sono finite sulla scrivania di Sigfrido.
La storia è più o meno questa: Report viene multata dal Garante per aver diffuso l’audio tra Sangiuliano e la moglie, in cui lui confessava il tradimento con la Boccia; Report pedina Ghiglia e scopre che, il giorno prima della sanzione, era stato in via della Scrofa (sede di FdI); lui risponde di aver incontrato Italo Bocchino, direttore del Secolo d’Italia, e non Arianna Meloni; allora Ranucci scodella le chat in cui Ghiglia annunciava al suo ufficio di voler “andare da Arianna”.
Chi ha ragione? Difficile dirlo, facendo caffè. Certo fa strano che chat e mail spedite da Ghiglia al suo ufficio siano finite a Report. È imbarazzante pensare che uno dei componenti del Garante della Privacy non possa incontrare un politico, sempre che l’abbia davvero fatto. E l’ossessione di Report nel cercare il “mandante” alla multa che gli è stata inflitta sta impedendo a Ranucci di ragionare sul fatto che publicare quell’audio tra moglie e marito è stato un imperdonabile scivolone, sanzione o non sanzione.
Però una cosa è certa. Ieri pomeriggio Ghiglia aveva diffidato la Rai dal mandare in onda la puntata di Report con all’interno le “conversazioni acquisite illecitamente” perché contenute nella propria “corrispondenza riservata”. E nonostante Ghiglia sia un ex FdI, nonostante Ranucci sostenga sia il braccio armato di Arianna Meloni, nonostante viale Mazzini sia – a detta loro – in mano ai meloniani, alla fine la puntata è andata in onda lo stesso. Delle due, l’una: o non è vero che in Rai vige la censura governativa, oppure sono proprio scarsi a metterla in pratica. Più che TeleMeloni, pare TeleRanucci.
Il Barista, 3 novembre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


