Cronaca

Tenta il suicidio, ma arriva la batosta: il provvedimento al prof anti-Meloni

Stefano Addeso è stato sospeso dall'incarico di professore dopo il post sulla figlia della premier. Lui si chiude nel silenzio: "Ogni mia dichiarazione mi si ritorce contro"

meloni figlia professore
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Stefano Addeo, professore di tedesco del Liceo “Medi” di Cicciano, è stato sospeso dal suo incarico. La decisione è stata presa dall’Ufficio scolastico regionale per la Campania. Questo provvedimento cautelativo arriva dopo che il docente aveva pubblicato sui social un messaggio in cui augurava alla figlia della premier Giorgia Meloni una tragica sorte. Nel post, Addeo faceva riferimento alla morte di Martina Carbonaro, una quattordicenne uccisa dall’ex fidanzato ad Afragola.

Il direttore generale dell’Ufficio scolastico, Ettore Acerra, ha motivato la decisione spiegando che questa è volta a “garantire e tutelare la serenità della comunità scolastica”. Addeo rimarrà sospeso fino alla conclusione del procedimento disciplinare a suo carico. Durante questo periodo, il docente riceverà lo stipendio ridotto del 50%. È previsto che il professore abbia venti giorni per presentare la sua memoria difensiva e per essere ascoltato. Il procedimento potrà portare alla conferma della sospensione per un massimo di sei mesi o anche al licenziamento definitivo. “In data odierna, nel rispetto della procedura prevista dalla vigente normativa, l’Ufficio scolastico regionale per la Campania – si legge in una nota dell’Usr Campania – ha avviato il procedimento disciplinare a carico del docente del Liceo ‘Medi’ di Cicciano (Na), a seguito di quanto da lui pubblicato sul suo profilo Facebook. Al fine di garantire e tutelare la serenità della comunità scolastica, il Direttore generale ha poi disposto la sospensione cautelare facoltativa, fino alla definizione del procedimento disciplinare”.

Il tentativo di suicidio

Un giorno prima della sospensione, il professore aveva tentato il suicidio nella sua abitazione. Secondo quanto riportato, l’uomo ha assunto una forte dose di medicinali, avvisando in anticipo la dirigente scolastica, Anna Iossa, che a sua volta ha allertato i carabinieri. Addeo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Nola, dove è ora ricoverato. Ha dichiarato: “Non ho retto tutto l’accanimento mediatico che c’è stato nei miei confronti. Ho commesso un errore, ma non dovevo essere crocifisso in questo modo”.

Dopo la pubblicazione del messaggio incriminato, Addeo lo ha rimosso e ha scritto una lettera aperta in cui chiedeva scusa a Giorgia Meloni, proponendo un incontro con lei. Parte della sua difesa è stata basata sull’affermazione che il contenuto del post fosse stato generato da uno strumento di intelligenza artificiale. Secondo questa spiegazione, il sistema avrebbe prodotto il messaggio automaticamente e poi lui l’avrebbe condiviso sui social.

Reazioni politiche

Il caso ha suscitato sdegno bipartisan. Tra le dichiarazioni, Matteo Renzi ha scritto che “l’atteggiamento di chi scrive certe cose non è compatibile con la funzione educativa”. Anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha espresso una chiara posizione, affermando che chi utilizza linguaggi violenti non può ricoprire il ruolo di docente. Intanto, la vicenda rimane sotto indagine anche da parte della Procura, che valuterà eventuali implicazioni penali delle azioni di Addeo.

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