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Todde decaduta si incolla alla poltrona. I grillini non urlano “dimissioni”?

I manettari per eccellenza, quelli contro "la casta", difendono la presidente della Sardegna bastonata dal Tribunale

sardegna todde © STILLFX e Elena Krivorotova tramite Canva.com
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Secondo i buoni propositi iniziali avrebbero dovuto aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e restituire dignità e trasparenza alla classe politica italiana. Intenzioni nobili, per carità, ma, tuttavia, sempre rimaste tali. Perché gli impavidi e onestissimi grillini, non solo il Parlamento non lo hanno aperto come tanto sprezzantemente avevano annunciato di voler fare, ma hanno persino finito con l’asserragliarsi dentro, disposti a tutto, anche a rinnegare quei tanto decantati buoni propositi, pur di non mollare la tanto agognata poltrona.

È questo il caso di Alessandra Todde, già deputato e vice ministro in quota pentastellata, e oggi Presidente della Regione Sardegna, sostenuta da una larga coalizione di centrosinistra composta da M5S, Pd e Avs. Tutti partiti che in questi anni hanno fatto del moralismo manettaro di manipulitista memoria la stella polare del loro impegno politico. Ma questa volta no. Se ad essere implicato in un qualche procedimento giurisdizionale è uno di loro, la Todde in questo specifico caso, dichiarata decaduta dal Collegio regionale di garanzia elettorale presso la Corte d’appello per irregolarità riscontrate nella rendicontazione delle spese sostenute nell’ultima campagna elettorale regionale, allora il principio giustizialista tanto caro alla galassia grillina non vale.

Non è valso lo scorso 3 gennaio, all’indomani della dichiarazione di decadenza della governatrice sarda, e non vale neppure ora che il tribunale ordinario di Cagliari (prima sezione civile) ha rigettato la tesi della difesa e respinto il ricorso della Todde, che comunque non pare minimamente intenzionata a fare un passo indietro: “Andiamo avanti: impugniamo la sentenza, perché le violazioni contestate non sussistono. Questa è una battaglia che si combatte nei tribunali. E lì la combatteremo. Sono nel pieno delle mie funzioni, ed intendo onorarle fino in fondo”.

Insomma, Alessandra Todde non lascia, bensì raddoppia, lanciando altresì un ulteriore guanto di sfida al centrodestra di governo, reo, almeno a suo dire, di tutti i peggiori mali che oggigiorno affliggono la Sardegna: “Siamo e rimaniamo concentrati per risollevare questa terra annichilita dalla destra, dalla tutela di interessi personalistici a scapito del bene comune.”
In estrema sintesi, i pentastellati, e più in generale gli esponenti del variegato fronte d’opposizione, sempre prontissimi a chiedere le dimissioni di qualche esponente dell’esecutivo in carica, non solo non avvertono la necessità di fare altrettanto con la decadente presidente della Sardegna, ma arrivano finanche ad addossare alla coalizione di centrodestra le responsabilità politiche del preoccupante immobilismo che si respira in terra sarda. Che dire, proprio una bella faccia tosta.

Salvatore Di Bartolo, 29 maggio 2025

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