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La disfida del borscht

Tra Russia e Ucraina scoppia la guerra della zuppa

zuppa borscht

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Stampa italiana in delirio sulla vittoria dell’Ucraina a tavola. Ebbene si, nella giornata del 1 luglio famosa per l’inaugurazione ufficiale della Stazione di Milano nel 1931, per essere il giorno in cui viene disciolto ufficialmente il Patto di Varsavia nel 1991, si aggiunge un altro evento epico per la nostra nazione: gli ucraini sconfiggono i russi in cucina.

“Il Borscht ucraino è patrimonio Unesco: battuta la Russia”, titola Repubblica aggiungendo: “L’Ucraina ha vinto la guerra del borscht”. E ancora, il Messaggero: “Bortsch, l’Ucraina vince la guerra sul piatto conteso. Una proclamazione che innesca un nuovo scontro, questa volta sul piano identitario della tradizione culinaria, tra Ucraina e Russia”.

Ed è così che il Borscht, la tipica zuppa di barbabietole, cavolo fresco, brodo, carne di manzo e maiale e panna acida entra nella lista dei patrimoni dell’umanità Unesco. Niente da fare: in cucina l’Ucraina è imbattibile!

“Vista la situazione contingente del conflitto non si poteva attendere”: così ha riferito l’organo di valutazione dell’Unesco, con a capo l’italiano Pier Luigi Petrillo che ha deciso di esaminare in modo urgente la richiesta ucraina calendarizzata per l’anno prossimo.
 Il Comitato straordinario del patrimonio culturale immateriale dell’agenzia Onu si è infatti riunito per la prima volta in seduta straordinaria rispetto alle ordinarie riunioni che avvengono tra novembre e dicembre e lo ha fatto per una zuppa!

La decisione all’unanimità ha ovviamente fatto scattare il solito battibecco tra i poltronati dei piani alti. Da una parte il Ministro della Cultura di Kiev, Oleksander Tkatchenko che ha scritto su telegram: “La vittoria nella guerra del Borscht è nostra”, dall’altra la portavoce del Ministero del Esteri di Mosca Maria Zakharova che ha parlato di “nazionalismo moderno di Kiev”.

Un comitato intergovernativo e 24 stati membri in rappresentanza di 180 paesi intorno a un piatto, sullo sfondo di una vera guerra sul fronte che va avanti da 4 mesi: se fosse una barzelletta farebbe sicuramente molto ridere, peccato sia una delle tante grottesche vicende che animano la nostra Italia. Non solo, anche l’Europa che, non avendo molto da fare né decidere in questi tempi, ha deciso di assumere le vesti di Joe Bastianich in quel Masterchef Russia-Ucraina.

Se tutto ciò non bastasse a dimostrare la superficialità, probabilmente creata ad hoc per non dover dare risposte che potrebbero cambiare le sorti del mondo, un altro “caso” che tende a sviare l’attenzione dell’opinione pubbliche su mere vicende senza senso è quello del summit Nato avvenuto in Spagna dove – udite, udite – nel menù era presente insalata russa tra gli antipasti. “Un caso il menù al summit Nato per la sala stampa: c’è l’insalata russa”, titola questa volta il Corriere della Sera.

A suscitare scalpore è ovviamente la presenza di un piatto russo a un incontro sull’invasione russa dell’Ucraina e l’allargamento dell’Alleanza a Svezia e Finlandia. “Insalata russa a un vertice della Nato? Sono un po’ sorpreso da questa scelta”, ha commentato il giornalista Inaki Lopez al media spagnolo La Sexta, e non è stato l’unico.

Nonostante questo, però, la fame ha battuto l’indignazione e l’insalata russa incriminata è andata a ruba ed è esaurita in poco tempo.
 E di fronte a questo esilarate e spaventoso teatrino è bene ricordare che solo nella giornata di oggi 200 ucraini sono morti sul fronte solo nella repubblica indipendente di Lugansk. Ma su questo, nessun commento.

Bianca Leonardi, 2 luglio 2022