Trump a sorpresa: “Putin-Zelensky? Anche io forse in Turchia”

Il presidente Usa: "Penso che possa succedere qualcosa". Ma la Russia respinge l'ultimatum sulla tregua di 30 giorni

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TRUMP PUTN ZELENSKY

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che giovedì 15 maggio si recherà in Turchia per partecipare a un incontro diretto con il presidente russo Vladimir Putin. La decisione segue una proposta avanzata dallo stesso Putin durante una conferenza stampa notturna l’11 maggio dopo una serie di contatti diplomatici con Ankara. Zelensky ha chiarito sui social: “Aspetterò Putin in Turchia. Personalmente. Spero che questa volta i russi non cerchino scuse”. Questo incontro rappresenterebbe il primo tra i due leader dall’inizio del conflitto russo-ucraino, scoppiato il 24 febbraio 2022.

Le richieste di Kiev e le posizioni di Mosca

Pur accettando il faccia a faccia, Zelensky ha mantenuto la sua posizione sulla necessità di stabilire un cessate il fuoco immediato e incondizionato di 30 giorni prima di avviare negoziati concreti. Tuttavia, il Cremlino ha già respinto questa richiesta, affermando che ogni tregua deve includere la sospensione delle forniture di armi occidentali all’Ucraina, per evitare che Kiev approfitti della pausa per rafforzarsi militarmente. Putin si è detto disposto a negoziati anche senza condizioni preliminari, suggerendo un confronto per affrontare le cause del conflitto e lavorare verso una soluzione stabile a lungo termine.

Il ruolo della diplomazia internazionale

La proposta per i colloqui diretti è stata sostenuta dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump, che ha invitato Kiev a esplorare le intenzioni della Russia. Trump ha dichiarato: “L’Ucraina dovrebbe accettare immediatamente. Almeno si capirà se un accordo è possibile o meno”. Anche i leader europei, tra cui Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer, hanno ribadito la necessità di un cessate il fuoco per garantire una base solida per i negoziati. Recep Tayyip Erdogan, presidente turco e mediatore designato, ha espresso il suo ottimismo dopo un colloquio telefonico con Putin.

Oltre alla presenza annunciata di Zelensky e Putin, è previsto in Turchia il Segretario di Stato americano Marco Rubio, dal 14 al 16 maggio, per partecipare a un incontro informale dei ministri degli Esteri della NATO. Rubio ha ribadito che la “priorità massima” di Washington rimane quella di ottenere una tregua immediata e porre fine ai combattimenti. Non è escluso che anche Donald Trump sia della partita: “Non so dove sarò giovedì. Ho talmente tante riunioni, ma ho pensato di prendere l’aereo per andarci. C’è una possibilità, credo, penso che possa succedere qualcosa”.

La pressione sulle parti in conflitto

Secondo esperti internazionali, come Sergey Radchenko della Johns Hopkins University, la proposta avanzata da Putin potrebbe aver messo sotto pressione il presidente ucraino. Rifiutare l’invito avrebbe potuto essere interpretato negativamente dagli Stati Uniti e dai Paesi europei, rischiando di danneggiare l’immagine diplomatica di Kiev. Tuttavia, le tensioni restano alte, con continui attacchi russi in Ucraina. Nella regione di Donetsk, un drone ha colpito un’infrastruttura ferroviaria il 12 maggio, ferendo un macchinista e sottolineando l’urgenza di trovare una soluzione immediata al conflitto.

Tra attese di tregue e proposte di negoziato, il clima intorno all’incontro di Istanbul si dimostra ancora incerto. La comunità internazionale mantiene alta la speranza che il colloquio diretto tra Zelensky e Putin possa costruire le basi per un dialogo concreto e una pace duratura. L’incontro sarà osservato con attenzione, in particolare dai Paesi che hanno espresso il loro pieno sostegno diplomatico e logistico, come Francia, Germania e Regno Unito, uniti nell’appello a fermare lo “spargimento di sangue”.

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