È esploso un nuovo capitolo della faida tra Donald Trump ed Elon Musk. Oggi il presidente Usa ha minacciato di tagliare i sussidi governativi alle aziende di Musk, accusandolo di dipendere dal denaro pubblico. “Senza soldi pubblici,” ha scritto Trump su Truth, “dovrebbe probabilmente chiudere e tornarsene in Sudafrica”. Lasciando intendere, in tono provocatorio, di voler valutare persino l’ipotesi di una sua espulsione: “Ci darò un’occhiata”. Il tycoon ha aggiunto che, fermando i progetti come i lanci spaziali, la produzione di satelliti e le auto elettriche delle aziende di Musk, il governo potrebbe risparmiare enormi somme di denaro.
La risposta provocatoria di Musk
Elon Musk, Ceo di Tesla e SpaceX, non si è fatto attendere. Su X, ha rilanciato con un secco: “Sto letteralmente dicendo: TAGLIA TUTTO. Ora.” Musk non ha esitato a definire la proposta di legge di Trump, conosciuta come “Big Beautiful Bill”, come “folle” e dannosa per milioni di posti di lavoro americani. Il Ceo ha anche criticato i parlamentari repubblicani per aver tradito le loro promesse di austerità, dichiarando che “ogni membro del Congresso che ha votato per questa legge dovrebbe vergognarsi”.
La “Big Beautiful Bill” è il disegno di legge promosso da Trump che punta a rinnovare i tagli fiscali del 2017, aumentare le spese per la difesa e limitare programmi di assistenza pubblica come Medicaid. Secondo analisi economiche, il progetto potrebbe far aumentare il debito pubblico di oltre 3.300 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Musk ha apertamente attaccato questa proposta, sostenendo che favorisce industrie obsolete a scapito delle tecnologie future, come quelle delle sue aziende.
L’asse Trump-Musk
Donald Trump ed Elon Musk in passato hanno avuto una collaborazione strategica. Durante le elezioni presidenziali del 2024, Musk ha donato centinaia di milioni di dollari alla campagna di Trump. In cambio, il presidente gli ha affidato la guida del DOGE (Dipartimento per l’Efficienza Pubblica), un ente creato per ottimizzare le spese federali. Tuttavia, questa collaborazione si è interrotta bruscamente in seguito alle crescenti divergenze politiche e strategiche. La rottura tra i due ha avuto ripercussioni tangibili. Il 5 giugno scorso, Tesla ha perso circa 150 miliardi di capitalizzazione a Wall Street in un singolo giorno, registrando il peggior crollo della sua storia. Inoltre, Musk ha annunciato l’intenzione di fondare un nuovo partito politico, staccandosi nettamente dalla linea repubblicana. Ha ironicamente definito il sistema politico attuale “Porky Pig Party”, un chiaro attacco al bipartisanismo e all’attuale gestione economica degli Stati Uniti.
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI



