Trump: “Dice solo stronz…”. Cosa c’è dietro lo scontro con Putin

Il presidente americano continua a mandare armi all’Ucraina e valuta sanzioni dure per Mosca

6.5k 44
Trump Putin

Mentre a Kiev si registra un parziale sollievo dopo le recenti incertezze sulle forniture militari statunitensi, il clima tra Donald Trump e Vladimir Putin si fa incandescente. Dopo l’annuncio, nei giorni scorsi, di una possibile sospensione degli aiuti militari, il capo della Casa Bianca ha dichiarato che gli Stati Uniti continueranno a inviare armi all’Ucraina, affermando che il Paese ha il diritto di difendersi. Ma non solo, perchè il tycoon ha anche criticato duramente il presidente russo, annunciando l’intenzione di introdurre nuove sanzioni contro Mosca.

Il cambio di rotta sull’invio di armamenti non è stato ben accolto dal Cremlino, mentre a Kiev persistono dubbi sulla reale entità del supporto che Washington potrà offrire. Secondo alcune fonti, le scorte di sistemi missilistici Patriot del Pentagono sarebbero al minimo. Durante una recente conversazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump avrebbe già espresso rassicurazioni, precisando che la sospensione delle forniture non era stata una sua decisione diretta.

In occasione della visita del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, Trump ha confermato alla stampa che gli Stati Uniti invieranno ulteriori armi all’Ucraina, sottolineando la necessità per Kiev di potersi difendere dagli attacchi russi. Ha inoltre ribadito il proprio disappunto nei confronti della condotta della Russia, che, secondo Washington, non starebbe dimostrando un impegno reale verso una soluzione negoziata del conflitto. “Putin sta dicendo un sacco di stronzate” il suo j’accuse.

Lo stop temporaneo agli aiuti, deciso dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, rientrava in una revisione strategica dopo gli attacchi contro siti nucleari in Iran. Attualmente, secondo alcune ricostruzioni, gli Stati Uniti avrebbero a disposizione solo il 25 per cento dei sistemi Patriot per i propri piani militari globali, il che rende incerta la quantità che potrà essere destinata all’Ucraina.

Axios, citando fonti anonime, riporta che Trump avrebbe promesso l’invio immediato di 10 intercettori Patriot a Zelensky e avrebbe avviato colloqui anche con la Germania, che sta considerando l’acquisto di ulteriori unità. Tuttavia, il piano iniziale prevedeva la consegna di 30 intercettori all’Ucraina. Di fronte a questo scenario, Kiev ha chiesto chiarimenti agli Stati Uniti, sottolineando la necessità di garantire stabilità, continuità e prevedibilità nella fornitura di armamenti. Zelensky ha reso noto di aver incaricato il ministro della Difesa e il capo di Stato Maggiore di intensificare i contatti con Washington, ribadendo l’urgenza di attuare rapidamente le decisioni politiche per rafforzare la difesa, in particolare quella aerea.

A Mosca, la prospettiva di nuovi invii di armi all’Ucraina è stata accolta con freddezza. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che si tratta di una strategia non coerente con gli sforzi per una risoluzione pacifica del conflitto, accusando invece i Paesi europei di alimentare la prosecuzione delle ostilità. Peskov ha comunque riconosciuto gli sforzi del presidente americano per favorire un dialogo diretto tra Russia e Ucraina, ma il clima resta indubbiamente teso: Trump sembra perdere la pazienza per la strategia di Putin, che appare tutt’altro che intenzionato a mettere fine al conflitto. E gli scenari potrebbero evolvere rapidamente.

L’Ue continua a fare la sua parte per Kiev. Bruxelles starebbe valutando l’istituzione di un fondo da 100 miliardi di euro per sostenere Zelensky, considerando che la guerra non accenna a finire. Secondo Bloomberg, l’importo potrebbe essere incluso nella proposta per il prossimo Bilancio Ue settennale, che dovrebbe essere presentato entro la fine del mese. Se approvato dagli Stati, il finanziamento inizierebbe a essere erogato nel 2028. “Gli europei non abbandoneranno mai l’Ucraina” di fronte “all’aggressione” della Russia, è la sottolineatura di Emmanuel Macron durante la sua visita di Stato nel Regno Unito.

Franco Lodige, 9 luglio 2025

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version