La Coalizione dei Volenterosi, formata da alcuni tra i principali leader europei, si è incontrata in videoconferenza domenica 17 agosto, poche ore prima della partenza del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per Washington. L’obiettivo della riunione è stato quello di coordinarsi in vista del vertice previsto alla Casa Bianca stasera alle 19, dove oltre a Zelensky sono attesi anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro britannico Keir Starmer e il presidente finlandese Alexander Stubb.
Macron: “Putin vuole la capitolazione di Kiev, non la pace”
Alla fine della riunione, Emmanuel Macron, presidente della Francia, ha dichiarato: “Penso che il Presidente Putin voglia la pace? La risposta è no. Vuole la capitolazione dell’Ucraina, è quello che ha proposto.” Macron ha spiegato che ritiene fondamentale, ora più che mai, garantire il rispetto delle regole internazionali per la sicurezza dei Paesi europei. Ha aggiunto che gli Stati europei devono essere presenti ai prossimi vertici sull’Ucraina, evidenziando il ruolo chiave dell’Europa nei negoziati futuri.
Il punto di vista ucraino: garanzie di sicurezza concrete per Kiev
Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina, ha sottolineato la necessità di ottenere garanzie di sicurezza che siano “pratiche”. Ha ribadito che “per l’Ucraina è impossibile cedere territori” e ha richiesto maggiori dettagli sul contributo degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, soprattutto dopo le dichiarazioni che indicano una possibile partecipazione americana agli accordi futuri. Zelensky ha scritto: “Abbiamo bisogno di una sicurezza che funzioni nella pratica”. Ha ringraziato tutti i partecipanti alla riunione della Coalizione dei Volenterosi, definendo l’incontro “molto utile” e parlando di “chiaro sostegno all’indipendenza e alla sovranità dell’Ucraina”.
La posizione italiana e il ruolo dell’Europa nei negoziati
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiana, ha partecipato alla videoconferenza. L’Italia sostiene la necessità di “mantenere la pressione sulla Russia” e di fornire “solide e credibili garanzie di sicurezza” a Kiev. Durante la riunione, si è ribadito che ogni decisione dovrà coinvolgere l’Ucraina e che l’unità tra i partner europei resta centrale nella strategia comune. Non sono emersi dettagli operativi sulle future mosse, ma i partecipanti hanno concordato che i confini non debbano essere modificati con la forza. Secondo quanto comunicato da Palazzo Chigi, è ritenuto fondamentale lavorare insieme agli Stati Uniti per direzione e fine del conflitto.
Verso il vertice a Washington: attese e prossimi passi
L’incontro a Washington è previsto per stasera. Zelensky inizierà con un colloquio riservato con Donald Trump, a cui seguirà una sessione allargata con i leader europei. I partecipanti discuteranno di soluzioni concrete per il cessate il fuoco e di un possibile accordo di pace. Marco Rubio, senatore americano, ha detto che “non ci sarà un accordo di pace a meno che entrambe le parti facciano concessioni”. Secondo le parole di Zelensky, “è necessario cessare il fuoco e lavorare rapidamente a un accordo definitivo”, ma ha espresso dubbi sulla disponibilità di Vladimir Putin a fermare le ostilità.
I rappresentanti della Coalizione dei Volenterosi hanno espresso “unità nel sostenere l’Ucraina verso una pace giusta e duratura”. Nei colloqui si sono affrontati temi chiave come la fine delle violenze e il coinvolgimento attivo dell’Ucraina nelle soluzioni negoziate, che dovrebbero avvenire secondo il formato trilaterale – Ucraina, Stati Uniti e Russia – con la partecipazione dell’Unione Europea. Zelensky ha aggiunto: “Abbiamo anche discusso ovviamente di come fermare al più presto possibile le uccisioni – lavoriamo alla visione comune di un accordo di pace che sia veramente giusto, rapido e efficace”.
Donald Trump sembra però avere idee un po’ diverse da quelle degli europei. Primo: dà per scontato, checché ne dica Zelensky, che Kiev dovrà fare concessioni territoriali a Mosca. “Il presidente ucraino Zelensky può porre fine alla guerra con la Russia quasi immediatamente, se lo desidera, oppure può continuare a combattere”, ha scritto su Truth. “Ricordate come è iniziato tutto. Non si può riavere indietro la Crimea data da Obama (12 anni fa, senza che sia stato sparato un colpo!), e non si può entrare nella Nato da parte dell’Ucraina. Alcune cose non cambiano mai!”.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


