Clamoroso negli Usa

Trump incriminato: “Vogliono la guerra”. Cosa succede ora – LIVE

L’ex presidente repubblicano incriminato a New York. Ma Ron DeSantis si schiera con The Donald

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Donald Trump incriminato

È la prima volta di un ex presidente americano, peraltro candidato alle prossime elezioni, che viene incriminato da un Gran Gurì di Manhattan. Donald Trump si trova nella sua residenza di Mar-a-Lago: dopo lo “scampato pericolo” della settimana scorsa si pensava che il giudice avesse abbandonato l’idea di incriminare il Tycoon, invece il caso della pornostar Stormy Daniels si abbatte su questo fine marzo americano: sul capo di The Donald secondo la Cnn penderebbero oltre 30 capi di accusa per frode aziendale.

L’accusa principale è quella di aver pagato con fondi della campagna elettorale il suo ex avvocato, Michael Cohen, come rimborso per i versamenti che questi avrebbe fatto all’ex pornostar Stormy Daniels per farla tacere su un presunto rapporto sessuale avvenuto nel 2006. I fondi elargiti dalla Trump Organization sarebbero stati fatti passare sotto forma di “spese legali”. Va ricordato che il caso non è di facile dimostrazione: pagare la pornostar in sé non è illegale. Il giudice di New York contesta infatti l’uso illegittimo dei fondi elettorali. In passato i procuratori federali avevano analizzato il caso ma decisero di non procedere.

La domanda che tutti si fanno è: che cosa succederà ora? Gli scenari possibili sono molteplici. Trump secondo i suoi avvocati dovrebbe consegnarsi martedì a New York. Se decidesse di non farlo, e di rimanere in Florida, la palla passerebbe nelle mani di Ron DeSantis. Spetta al governatore infatti concedere o meno l’autorizzazione ad una eventuale estradizione.

Per approfondire

Leggi l’analisi di Atlantico Quotidiano: “Persecuzione politica e rischio crisi istituzionale”

Segui qui sotto il live con tutti gli aggiornamenti sul caso Trump.


17.30 La difesa farà mozione per archiviare il caso

16.30 Trump: “Il giudice mi odia”

Scrive Trump sul suo profilo social: “Il giudice assegnato al mio caso da caccia alle streghe un caso che non è mai stato contestato prima, mi odia. Il suo nome è Juan Manuel Marchan, è stato scelto da Bragg e dai procuratori, ed è la stessa persona che ha costretto il mio vecchio Cfo di 75 anni, Allen Weisselberg, a patteggiare in carcere”. E ancora: “Ha usato brutalmente Allen contro di me, cosa che a un giudice non è permesso di fare, e minacciato le mie compagnie, che non avevano patteggiato. Affascinante!”.

16.00 L’avvocato: “Accordo con la procura, non sarà ammanettato”

14.30 L’avvocato: “Trump non accetterà patteggiamento”

Intervistato da NBC News, l’avvocato di The Donald, Joe Tacopina, ha detto:  “Zero, zero. Il presidente Trump non accetterà alcun patteggiamento. Non succederà. Non c’è alcun crimine”.

06.00 Cosa succede ora?

Dal punto di vista formale, Donald Trump dovrebbe consegnarsi a New York per la formalizzazione delle accuse a suo carico. Gli verranno prese le impronte, letti i diritti (i famosi Miranda rights), fatta la foto segnaletica. In teoria dovrebbero scattare pure le manette ai polsi, ma è probabile che una trattativa con l’ufficio del procuratore possa scongiurare questa formalità anche per evitare possibili rivolte di piazza. A quel punto Trump dovrebbe andare di fronte a un giudice che gli leggerà il contenuto dell’incriminazione e gli chiederà se si dichiara innocente o colpevole. Poi verrà rilasciato probabilmente su cauzione in attesa del lunghissimo processo. Se invece Trump decidesse di rimanere nella sua residenza di Mar a Lago, tutto passa nelle mani di Ron DeSantis, il governatore della Florida, che dovrebbe concedere l’estradizione. Il governatore Repubblicano, per quanto rivale di The Donald in una possibile disputa alle primarie, ha già fatto sapere che non la concederà.

05.00 Trump chiede donazioni

La campagna dell’ex presidente Usa ha inviato una mail ai suoi sostenitori per sollecitare donazioni. “Lo Stato oscuro – scrive Trump nella missiva – userà qualsiasi cosa avrà a disposizione per chiudere il movimento che tu hai messo al primo posto”. E ancora: “Noi stiamo vivendo il capitolo più buio della storia americana. Da quando ho cominciato a correre per la carica di presidente da completo outsider politico, la corrotta classe al potere ha cercato di chiudere il movimento America First”. Per Trump l’anno prossimo sarà una vera e propria battaglia. “Il 2024 con il tuo supporto noi scriveremo il prossimo grande capitolo della storia americana, e il 2024 sarà ricordato per sempre come quello in cui noi abbiamo salvato la nostra Repubblica. Noi renderemo di nuovo grande l’America”.

00.30 Trump dovrebbe consegnarsi martedì

Gli avvocati dell’ex presidente stanno contattando l’ufficio del pubblico ministero per la fissazione dell’udienza preliminare la prossima settimana. Potrebbe consegnarsi martedì per la formalizzazione delle accuse. Sul suo social The Truth l’ex presidente scrive: “Hanno portato questa accusa falsa, corrotta e vergognosa contro di me solo perché sto con il popolo americano e sanno che non posso avere un processo equo a New York”.

00.20 Ron DeSantis: “No all’estradizione”

Su Twitter, il governatore della Florida si schiera contro il Gran Giurì di New York: “La strumentalizzazione del sistema giudiziario per far avanzare un’agenda politica capovolge lo stato di diritto ed è anti-americana – scrive su Twitter – Il procuratore distrettuale di Manhattan, sostenuto da Soros, ha costantemente piegato la legge per declassare i reati e giustificare condotte criminali. Tuttavia, ora sta forzando la legge per prendere di mira un avversario politico”. Per questo “la Florida non risponderà alla richiesta di estradizione”.

01.15 Mc Carthy: “Abuso di potere”

Lo speaker della Camera, Kevin McCarty, si schiera al fianco di Trump: “Alvin Bragg ha danneggiato irreparabilmente il nostro Paese nel tentativo di interferire nelle elezioni presidenziali – scrive in una nota – Mentre fa scarcerare regolarmente criminali violenti per terrorizzare il pubblico, Alvin Bragg ha armato il nostro sistema giudiziario contro il presidente Donald Trump. Il popolo americano non tollererà questa ingiustizia e la Camera terrà conto del suo abuso di potere senza precedenti”.

00.50 Michael Cohen: “Non mi pento”

L’ex avvocato di Trump, l’uomo che con la sua testimonianza ha permesso l’incriminazione dell’ex presidente, non si pente della sua scelta: “Per la prima volta nella storia del nostro Paese è stato incriminato un ex presidente degli Stati Uniti” – scrive in un comunicato – Non sono felice di rilasciare questa dichiarazione e desidero anche ricordare a tutti la presunzione di innocenza. Tuttavia mi consola pensare che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno un ex presidente. L’accusa di oggi non è la fine di questo capitolo ma l’inizio. Assumersi la responsabilità è importante e rivendico la mia testimonianza e le prove che ho fornito alla procura di New York”.

00.20 Trump può candidarsi

Anche se venisse incriminato, Trumpo potrebbe comunque candidarsi alla Casa Bianca. Avere la fedina penale “sporca” infatti non pregiudica la candidatura. Resta da capire cosa decideranno di fare i Repubblicani: schierarsi al fianco di The Donald o scaricarlo per favorire un competitor, come Ron DeSantis?

00.16 Trump colto di sorpresa

Secondo quanto si apprende, The Donald dopo le dichiarazioni della settimana scorsa e la “chiamata” alla rivolta dei suoi sostenitori, non si aspettava una decisione del Gran Giurì di New York fino alla fine di aprile.

00.15 Trump Twitta: “I democratici vogliono la guerra”

Prima che la notizia della sua incriminazione divenisse di dominio pubblico, Donald Trump ha twittato il pezzo di un editorialista sui suoi social dal titolo: “I democratici vogliono incriminare e arrestare il presidente Trump. Vogliono una guerra? Diamogliela”. Poco dopo la notizia invece avrebbe detto: “La mia incriminazione è una persecuzione politica e un’ingerenza nelle elezioni. Questa caccia alle streghe si ritorcerà contro Biden”.

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